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Bando periferie: non è chiarissimo quale sia l’accordo raggiunto, ma l’impressione è quella di una colossale sceneggiata

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Bando periferie: non è chiarissimo quale sia l’accordo raggiunto, ma l’impressione è quella di una colossale sceneggiata

Intesa con governo è raggiunta ma i fondi nel prossimo triennio! Un brusco risveglio per Arezzo che sta vedendo svanire i suoi sogni insieme ai 17 milioni di finanziamenti. Il governo farà un decreto per recuperare la situazione, ma per adesso è solo una buona intenzione...

 

L’Anci Nazionale “rilancia” la proposta Ghinelli nell’incontro con il premier Conte, ma Ricci, il sindaco di Pesaro, scrive su Twitter uscendo dalla riunione con il premier: "Su bando periferie chiusura totale alle richieste dei sindaci a palazzo Chigi sul milleproroghe. Solo parole generiche per risolvere i problemi in futuri decreti. Ci sono procedure in corso! I sindaci non si prendono in giro. Credo che da domani dovremo preparare i ricorsi. E li vinceremo".

In realtà l’Anci aveva usato parole un po’ piu' morbide anche se un po' fumose per descrivere il risultato: "Abbiamo una soluzione, il principio è salvo, i fondi sono tutti salvi. Nel prossimo decreto del governo saranno stanziati i fondi nell'arco di un triennio, sulla base delle effettive necessità dei Comuni". Lo ha detto il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, al termine dell'incontro con il premier, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi. "Per alcuni non è la soluzione che volevamo, ma abbiamo preso una decisione tutti insieme".

"Attraverso la conferenza unificata cercheremo di recuperare quegli 800 milioni che sono oggetto di una sentenza della Corte costituzionale. Saniamo l'incostituzionalità di quell'articolo 1 comma 140 che finanziava per la metà il bando per le periferie. Contemporaneamente con il prossimo decreto del governo recuperiamo la norma originaria dando la possibilità a tutti i Comuni di procedere con la progettazione", ha spiegato il sindaco Decaro. "Non tutti realizzeranno i progetti l'anno prossimo: le risorse saranno assegnate sulla base delle effettive necessià", ha però avvisato.

Cosa significa che un progetto arrivato in graduatoria al 60esimo posto se è in fase di realizzazione più avanzata di un progetto che si piazzato al 40esimo posto gli passa avanti? Molto improbabile. 

Ma non basta. La delibera del Cipe del 3 marzo ha assegnato 798,17 milioni al “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” ha anche stabilito che le risorse sono ripartite per 603,90 milioni di euro in favore delle città e dei comuni del Mezzogiorno e per 194,27 milioni di euro in favore delle città e dei comuni del Centro Nord. Pertanto i progetti del Mezzogiorno avranno una priorità che supera la stessa graduatoria con i punteggi assegnati ad ogni progetto. Come scavalcheranno questo problema? 

Nel pomeriggio il sindaco Alessandro Ghinelli aveva fatto giungere una nota per la stampa

Gli emendamenti che avrebbero potuto salvare le risorse del bando periferie urbane sono stati respinti. Gli esiti di tutta questa vicenda sono appesi all’incontro tra Anci Nazionale e il premier Conte. La proposta che Anci porterà all’attenzione del presidente del consiglio è quella che ho elaborato e presentato sia durante l’incontro del 4 settembre a Roma, che in occasione della riunione di stamani in Anci Toscana e che aveva trovato spazio anche in alcuni emendamenti.

La tesi è questa: fare salvi i progetti esecutivi non nuocendo irreversibilmente a quei Comuni, come Arezzo, che sono in regola con i tempi e con i progetti stessi. Per i Comuni in ritardo vengono trovate risposte e soluzioni finanziarie che fanno riferimento al fondo di rotazione della cassa depositi e prestiti a valere da subito, con rientro nel 2021. È questa una mediazione di buon senso che mette al sicuro i Comuni, che hanno dimostrato spirito di responsabilità. Dal canto nostro più di così non possiamo fare, ora ci aspettiamo che il Governo ci venga incontro. Se ci sarà un patto in questo senso, tra Comuni e Governo, lo possiamo certamente definire il ‘patto aretino’.

Questa sera invece il presidente del consiglio ha diramato una nota:

Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell’Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l’obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata.

In sostanza, questo garantirà un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti.

La realtà è che non vi era nessuna necessità, come chiarito anche nell’incontro di ieri tra Anci e Governo di bloccare i fondi per la sentenza della Corte Costituzionale. Si poteva sanare con un parere della Conferenza delle Regioni come è stato fatto per i primi 24 progetti.

Se vi è reale volontà politica il Governo ha il tempo di modificare il mille proroghe e risolvere il problema già in questa settimana. Su questo il Governo ha già detto che non è possibile.

Temo a questo punto che il patto aretino sia diventato il patto leonino: i fondi sono salvi - come dice Decaro - ma non è chiaro nelle tasche di chi...

Ad Maiora! 

 

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