Prima Pagina | Politica società diritti | PRC Arezzo: preoccupati dalle indicazioni riportate dai verbali sull’ampliamento dell’impianto di Badia al Pino, auspichiamo che si ritorni nei limiti originari per la salute dei cittadini della Valdichiana e dell’ambiente.

PRC Arezzo: preoccupati dalle indicazioni riportate dai verbali sull’ampliamento dell’impianto di Badia al Pino, auspichiamo che si ritorni nei limiti originari per la salute dei cittadini della Valdichiana e dell’ambiente.

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PRC Arezzo: preoccupati dalle indicazioni riportate dai verbali sull’ampliamento dell’impianto di Badia al Pino, auspichiamo che si ritorni nei limiti originari per la salute dei cittadini della Valdichiana e dell’ambiente.

 

 

Il Partito della Rifondazione Comunista è sinceramente preoccupato – per la popolazione e l'ambiente – dell'orientamento che si sta prendendo all'interno del Nucleo regionale di Valutazione dell'Impatto Ambientale sul progetto di ampliamento (triplicazione dell'attività produttiva) della CHIMET SpA. Dai verbali della VIA emergono infatti troppe criticità, che analizzeremo una ad una con successivi interventi stampa, dato che è fondamentale per la partecipazione democratica rendere noto a più persone possibile ciò che potrebbe avere ripercussione sulla salute.

La prima problematica riguarda gli ossidi di azoto (Nox) per i quali – parole testuali dell'ARPAT - “la situazione emissiva è prossima alla saturazione” e “ritiene che tale inquinante rappresenti una criticità”. Si parla soprattutto dei valori limite di Nox al “famoso” camino AC0001 (forni a griglia per lavorazione materiale orafo e rifiuti pericolosi e non pericolosi-Incenerimento, Fusione): l'ARPAT – fino ad un certo momento, nel corso delle varie sedute del Nucleo di Valutazione esaminate – ha mantenuto con fermezza il punto “che per gli Nox di AC0001 il limite di 150 mg/Nmc deve essere considerato anche come limite semiorario e non solo giornaliero” (mentre l'azienda voleva che il limite semiorario fosse di 300 mg/Nmc, cioè il doppio...sostenendo anche “che una simile limitazione a 150 mg/Nmc sarebbe eccessivamente onerosa e restrittiva per la società”). Poi – all'improvviso e senza che ne emerga con chiarezza la motivazione – ARPAT accetta i valori proposti da CHIMET, mentre l'AUSL è rimasta al riguardo silente e “non si è espressa sulle prescrizioni indicate da ARPAT inerenti l'applicabilità di tale limite di 150 mg/Nmc anche alle medie semiorarie”. Ora - visto che detto valore limite di 150 mg/Nmc di Nox per le medie semiorarie  è stato utilizzato per tutto lo studio diffusionale e considerato che gli ossidi di azoto sono molto pericolosi per salute (irritanti, ossidanti, fortemente tossici per gli occhi, le mucose, i polmoni, responsabili di gravi patologie a carico dell'apparato respiratorio, con i bambini soggetti maggiormente sensibili e più esposti all'azione tossica, bambini che tra l'altro frequentano la scuola limitrofa a CHIMET SpA,  recettore ipersensibile) – questa novità di ARPAT francamente c'inquieta.

Per prima cosa, quindi, chiediamo ad ARPAT di tornare alla condivisibile posizione originaria, cioè di non cedere sui 150 mg/Nmc di Nox anche come limite semiorario per il camino AC0001...ed all'AUSL di esprimersi ugualmente supportando l'Agenzia per l'Ambiente: quando c'è di mezzo un bene prezioso come la salute, il “Principio di precauzione” deve prevalere su tutto il resto.

 

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