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Seitoscana: continua la manovra di avvicinamento di Estra

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Seitoscana: continua la manovra di avvicinamento di Estra

Estra, la multiutility con testa a Prato e cuore ad Arezzo e che si è radicata ormai in tutta Italia nel settore del metano, forse guardando famosi esempi oltre Appennino, sta scalando Sei Toscana, entrando nel settore rifiuti e si accinge a mettere le mani anche in quello dell’acqua.

 

E’ un percorso di crescita, innovazione e sviluppo che va avanti da anni. Forse fin dalla presidenza Ciolfi, dando seguito così allo scopo sociale di uno dei suoi fondatori, quella Coingas il cui acronimo significa Consorzio Intercomunale Gas, Acqua, Servizi.

Da gigante del metano ad aspirante colosso dei servizi integrati. E nella pancia di Estra, attraverso la società Intesa, c’è anche il pubblico, negli stessi soci che l'hanno fondata.

Ricordiamo brevemente gli sviluppi recenti. Il 30 luglio scorso Estra ha acquisito un 12 per cento di Ecolat. Poi, il 13 agosto, il Tribunale delle imprese di Firenze, interpellato su un reclamo/ricorso presentato da Ecolat e Cooplat, ha dato ragione a questi due soci di Sei Toscana bocciando procedure e delibere di ricapitalizzazione approvate dal cda del gestore del sistema dei rifiuti della Toscana meridionale, procedure che di fatto avevano assegnato a STA il controllo della maggioranza della società. 

Per effetto di questa sentenza la posizione di Estra si è ulteriormente rafforzata nel capitale di Sei Toscana, ma quel che conta è che i giudici hanno modificato le maggioranze nel CDA, togliendo cioè la golden share a STA, e restituendo quote ai grossetani, che a questo punto sono pronti a cederle a Estra.

Si parla di un passaggio del 100% delle quote di Ecolat a Estra e di un forte interesse anche per quelle di Cooplat. Sono indiscrezioni che arrivano dalla politica, non confermate. Se infatti i mancati versamenti di denaro per l’aumento di capitale provocarono la redistribuzione delle quote non sottoscritte, a favore degli altri soci, ora è stato tutto annullato. Cooplat ed Ecolat hanno di nuovo il 24% di Sei Toscana.

Il presidente Francesco Macrì, l’amministratore delegato Alessandro Piazzi e il direttore generale Paolo Abati hanno operato con attenzione con un obbiettivo: compattare politica e mondo degli affari per ridare una guida stabile a Sei, in crisi da anni per l’inchiesta giudiziaria sulla gara da tre miliardi, per il successivo commissariamento e i bilanci in perdita, nel mirino dell’Ato e dei sindaci, puntando ad un’alleanza coi soci pubblici (Aisa col 6% e Siena Ambiente col 15%) per riportare la maggioranza in ambito pubblico.

Sul fronte opposto c’è Sta, attuale socio di controllo (37%), più Unieco e Castelnuovese, cooperative in crisi o già fallite. Infine Csi, la società che gestisce le discariche del Valdarno e ha il 16% in Sei. Estra starebbe vagliando anche la possibilità di acquisirne parte del capitale.

Ma ancora non è sufficiente per ottenere il controllo della società. La riflessione va allargata per comprendere appieno il piano dell’intervento. In una dichiarazione rilasciata al Tirreno, da Estra fanno sapere che “Ecolat S.r.l. infatti, è titolare di un impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate multi-materiale dei Comuni nelle province di Grosseto, Arezzo, Prato e Firenze, è gestore nella stessa area del Centro di raccolta del Comune di Grosseto e di una piattaforma di stoccaggio di rifiuti recuperabili urbani ed è inoltre proprietaria di una partecipazione in Servizi Ecologici Integrati Toscana (SEI Toscana S.r.l.). L’acquisizione consente ad Estra di entrare, per la prima volta, nell’attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, strategica per la crescita ed il rafforzamento del Gruppo nell’ottica di svolgere in misura crescente il ruolo di multiutility”.

Intanto Estra Clima, società del gruppo Estra che opera nel settore del risparmio energetico, ha ottenuto il rating di legalità dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il rating, introdotto nel 2012, promuove i comportamenti etici delle imprese, con il conferimento di un giudizio - da una a tre stelle - sul rispetto della legalità da parte delle aziende.

La certificazione viene riconosciuta alle imprese i cui amministratori, soci e dirigenti non siano destinatari di misure cautelari, non abbiano ricevuto condanne penali, non abbiano patteggiato per reati tributari, non abbiano compiuto illeciti amministrativi.

Estra Clima ha ottenuto due stelle anche per l'uso di sistemi di tracciabilità nei pagamenti anche per importi inferiori a quelli fissati dalla legge; l'adozione di un sistema di controllo interno delle attività aziendali, in conformità alle disposizioni che definiscono la responsabilità amministrativa delle società e degli enti.

«L'assegnazione di due stelle del rating di legalità - commenta Roberto Banchetti, presidente di Estra Clima - è il riconoscimento più evidente di un modo di concepire la nostra attività che fa della responsabilità e dell'etica due capisaldi della nostra azione. La correttezza nei comportamenti, peraltro, ha positive ricadute commerciali e nel business delle imprese».

 

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