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Lettera aperta al presidente La Cava: non c’è pace in casa amaranto?

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Lettera aperta al presidente La Cava: non c’è pace in casa amaranto?

Non è passato molto tempo dalla ritrovata serenità per il destino della nostra società di calcio e solo grazie a questa serenità, è partita una vera programmazione che sta portando di nuovo la squadra sulla strada di un ritorno al calcio che conta.

 

 

 

Caro presidente, lei ha restituito ai tifosi amaranto la voglia di sognare, al punto da poter immaginare oggi come possibile, in due/tre stagioni, un ritorno in Serie B.

In questo nuovo clima si cominciano però ad intravedere nuvole societarie all’orizzonte. 

Pare che si sia fatto avanti (sempre d’obbligo la formula dubitativa) il gruppo dei soliti noti: rag. Minetti, Simone Corradi, Cardini, Magi di Foiano, al quale ultimamente si e' aggiunto Jacomoni di Monte San Savino (che opera nel settore dei salumi), interessandosi ad una trattativa per prendere in mano le sorti degli amaranto. 

Dopo avere questo gruppo manifestato a parole e più volte, il desiderio di entrare nella società (forse ancor prima dell’arrivo dello stesso Matteoni) non è mai stato possibile giungere ad una concreta definizione (manifestando loro qualche problema nel passare dalle parole ai fatti). Se oggi è tornata interessante (grazie a lei) anche la maglia amaranto, è bene ricordare che questo stesso gruppo pare abbia tentato nei mesi scorsi inutilmente altre scalate, prima con il Rimini e recentemente con la Reggiana. Senza esito... ovviamente.

Dopo alcune cene “carbonare” estive, spesso con la presenza del consigliere Bertini, che forse è sempre comprensibilmente desideroso di assicurarsi, come fu con Matteoni, un ruolo di rilievo nel calcio aretino (o forse semplicemente un posto di lavoro in seno alla società), si torna oggi a parlare di movimenti societari. 

Strana la rieviviscenza di questa trattativa, che immaginavamo spenta per sempre, visto anche che lei stesso aveva già offerto loro sin dall'inizio della sua avventura, la possibilità di condividere l'impegno economico. Possibilità che non fu mai presa in seria considerazione, probabilmente perchè era troppo rischioso mettere dei soldi senza la certezza della salvezza e della riconquista della Lega Pro.

Oggi le cose sono molto cambiate, anche solo rispetto a qualche mese fa. L’Arezzo è una società forte anche dal punto di vista patrimoniale, con ben 16 giocatori nuovi in proprietà e molti giovani di grande prospettiva di mercato. In questo nuovo quadro, il medesimo gruppo, sempre desideroso di nuove avventure, è tornato ancora all'attacco.

Sussurri e grida che circolano nei corridoi dello stadio, ci raccontano che le abbiano fatto una offerta economica importante, sufficiente per acquisire la maggioranza (o forse addirittura la totalità) delle quote da lei attualmente possedute.

Ovviamente la tifoseria, ma forse la città intera, rimarrebbe di sasso di fronte ad una ipotesi del genere.

E’ evidente che si tratterebbe in ogni caso di un nuovo azzeramento dell’organigramma sportivo, cominciando dal team di lavoro Anselmi/Pieroni/Testini che ha notevolmente contribuito alla rinascita del calcio ad Arezzo. Ovviamente il cambio societario non potrebbe che radere al suolo l'attuale gruppo dirigente. Troveremo persone altrettanto capaci? Sappiamo veramente di chi stiamo parlando? 

Spazzare via la struttura appena costituita, probabilmente farebbe cadere ogni ritrovata speranza di risalita, visto anche che proprio questo gruppo (assieme ad OA) ha consentito ad oggi l'impresa di aver consegnato alla citta uno Staff Tecnico di prim'ordine (Dal Canto e C.) e crediamo una buona squadra, tra l'altro in via di definizione e ulteriori miglioramenti, ed infine un settore giovanile di prim'ordine come la nostra città ha conosciuto solo in un lontano passato e che sarà' la base sulla quale costruire il futuro. E diciamolo pure: la squadra sta dando dimostrazione di essere davvero una "buona" squadra. 

A questo punto mi chiedo: come reagirebbero allenatore e giocatori di fronte ad un simile tsunami societario? E le importanti società con cui ci siamo rapportati e che ci hanno affidato i loro giovani?  Cosa penseranno?

Caro presidente, dopo averla vista personalmente contribuire (e in prima persona) a questa impresa sportiva, davvero pensa di lasciare la vecchia strada, così molto bene apprezzata dall'Intera città, per dare spazio ad una nuova dirigenza composta solo da incognite? Lo farebbe solo per denaro? Da imprenditore le assicuro che lo considero un argomento importante, ma la consapevolezza di aver fatto un bel lavoro a volte non ha prezzo, mentre può capitare (e lo dico veramente da imprenditore) che ciò che si pensi un guadagno, facilmente si trasformi in un bagno economico e perfino umano.

Abbiamo appena cominciato ad intravedere il famoso progetto triennale più volte annunciato (anche recentemente): perché abortirlo ancor prima di averlo visto nascere?

Una paura serpeggia: quella che per l’ennesima volta dovremo assistere ad una società buttata a mare, insieme a coloro che con lei hanno contribuito alla rinascita, con impegno economico o professionale, con competenza, passione e spirito di sacrificio.

Mi domando allora: ma la squadra, che finalmente conosce una società seria (il 7 agosto hanno già percepito lo stipendio di luglio) come reagirebbe?

Presidente, continui la sua opera e valuti bene tutto ciò che è stato creato fino ad oggi. Valuti anche quanto realmente vale l'Arezzo oggi, anche patrimonialmente .

Non cada nella tentazione del facile guadagno immediato. Se il vecchio adagio dell’uovo oggi e della gallina domani è pur sempre pieno di saggezza, l’ìmprenditore deve sapere bene quanto può valere il futuro. E’ sul futuro possibile sviluppo che si gioca il valore del presente. 

Se ha bisogno di aiuto si rivolga all'imprenditoria aretina che già è in movimento in questa direzione, non per smobilitare e farle fare le valige, ma per metterla a capo di una cordata che non esiterebbe a dare una mano per creare basi ancor più solide per il futuro.

Presidente questa città ha creduto in lei. Ci dica allora che anche lei crede in se stesso.

Forza Arezzo e in bocca al lupo

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