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Sindaco Ghinelli... ma le promesse di attenzione alla disabilità?!

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Sindaco Ghinelli... ma le promesse di attenzione alla disabilità?!

Un uomo, anzi un sindaco, che non sa le risposte proprie del suo incarico.








Nella campagna elettorale del 2015 ho introdotto le istanze di un mondo troppo a lungo trascurato, quello della disabilità, propugnando una amministrazione che facesse della attenzione ai cittadini il perno delle scelte, delle azioni, della spesa. Temi che sono entrati in campagna tant'è che entrambi i candidati fecero, in tv, dichiarazioni di impegno sulla disabilità.

Settimane fa ho qui evidenziato i problemi che un disabile come me, in carrozzina, ha nel visitare la mostra di Aceves. Ancora aspetto di saperne i costi, spesa che mortifica i disabili. Arezzo ha delle peculiarità che complicano la fruizione a disabili, ma una mostra così è sparare sulla croce rossa.

Ho anche chiesto l'allontanamento del direttore della fondazione culturale, Barbetti: lo ritengo forse poco civile o forse poco preparato (o forse menefreghista).

Qualcuno, forse ha letto la mia cronaca, ha domandato al Sindaco Ghinelli in Consiglio comunale del 09.08: “La fruizione della mostra per i disabili è difficile specie in Fortezza. Quali sono le intenzioni per rendere le esposizioni accessibili?”

Ghinelli ha detto, più o meno, che non era in grado di rispondere subito e che risponderà per scritto.

Alessandro, ma che delusione sei? Certo non ti immagino artefice di ogni singola scelta nel settore culturale, di cui sei anche assessore, ma gli impegni di spesa certo li decidi tu. E spendere denaro per una mostra che un disabile non può visitare contraddice la tua promessa. Gamurrini sta portando avanti opere lodevoli, ma tu contemporaneamente crei inaccessibilità; poi ti nascondi. Suvvia.

Il problema della mostra fu evidenziato immediatamente al sindaco ingegnere, ci incrociammo per caso alla uscita del mio tour in fortezza, lo sappiamo io, il mio spingitore ed il sindaco. A settimane di distanza Ghinelli non è in grado di rispondere. Ma ci sei o ci fai, si dice ad Arezzo?

Nella stessa seduta consiliare hanno interrogato: “nella brochure della mostra di Gustavo Aceves sono indicate le location e tra queste piazza Vasari dove non ci sono invece opere dell'artista. Quando verrà collocata l'opera in piazza Vasari?” Ghinelli ha detto, più o meno, che non era in grado di rispondere subito e che risponderà per scritto.

Ghinelli, sei il dominus alla cultura muncipale, non puoi non saper rispondere.

Qui si potrebbe anche morire dal ridere se non fosse indicatore della superficialità imperante. Piazza Vasari doveva accogliere un cavallone di Aceves. La mostra apriva il 16 giugno, in pieno saracino (23 giugno) piazza grande non era il posto giusto per una installazione. Pensarono di metterla dopo, tant'è che piazza Vasari è location pubblicizzata della mostra. La piazza è in discesa, un'opera assai alta (5 metri) e lunga (4 metri) come la sistemi? Ci si penserà. Il direttore Barbetti è uno che ha impiegato due anni a organizzare questa mostra, è scritto a destra e manca; i soldi non mancano. Vincere e vinceremo! Immaginate la sorpresa, gli fanno il saracino di settembre proprio dove ha annunciato mettere opere. Questi stronzi che si sono inventati (nottetempo) la giostra hanno preso tutte le piazze, il cavallo finirà al prato, che ci sia la fiera di settembre ora lo venderanno come grande pensata. A proposito, per mettere un cavallo in sant'Ignazio han fatto un po' di buchi a caso, lasciandoli a vista: è molto installazione, come il massacro del pavimento grazie alla installazione bianca, danni resi evidenti dai segni del gesso. Poi l'idea di mettere a posto la sala doveva apparire poco artistica. Guardate sulla balconata...

Come deve essere una grande idea quella di offrire ai visitatori stranieri della mostra un opuscolo in lingua italiana: italiano e basta. Fa folklore. Qualcuno dice folcrore.

E' il direttore Barbetti a presentarsi sui social quale “Dirigente d’azienda presso Ufficio Turismo, Giostra del Saracino e Folcrore Comune di Arezzo”. Si usa anche folclore, ma folcrore non è neanche errore di battitura, i tasti (L e R) sono lontanissimi sulla tastiera. E' proprio un orrore, ignoranza a 365 gradi (ahah). Si infanga il nome di Arezzo associandolo a tali errori.

Ghinelli, che da anni gli affida incarichi importanti e costosi per la città, ne è corresponsabile.

Ora arriverà anche il direttore della fondazione turismo. Ah già, forse non sapevate che è stato aperto un bando della durata di una settimana in pieno agosto affinchè possano sceglierne il boss. Bando già chiuso, temo non abbia portato partecipanti di spessore, in Arezzo circolano i nomi del vincitore (la mia previsione affidata a Paolo). Balorda riedizione del triste Arezzo Convention Bureau, ente guidato da noto albergatore, presidente di categoria (indovinate quale?): una iniziativa le cui perdite (mezzo milione €?) furono scaricate sui cittadini. Non lo sapevate?

Per la ben nota serie privatizzare gli utili e condividere le perdite. Il sindaco del cambiamento.

Ricci prima, Fanfani poi, per me due fallimenti quali sindaci; intramezzati da Lucherini, affondato da variantopoli; le loro coalizioni persero la città, speriamo valga anche al prossimo giro. Obbligatorio un cero alla madonna del conforto. Che la città venga protetta.

 

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