Prima Pagina | Puntodivista | La Corte d’Appello di Firenze cancella le sanzioni Consob a 5 ex membri del cda Banca Etruria

La Corte d’Appello di Firenze cancella le sanzioni Consob a 5 ex membri del cda Banca Etruria

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
La Corte d’Appello di Firenze cancella le sanzioni Consob a 5 ex membri del cda Banca Etruria

La sentenza suona come una condanna per la gestione Vegas della Commissione sulla Borsa. La corte ha annullato parte delle sanzioni inflitte lo scorso anno dalla Consob agli ex sindaci e amministratori dell'istituto aretino per le supposte mancanze informative contenute nel prospetto relativo all'aumento di capitale effettuato nel 2013 per rafforzare il patrimonio.

 

Questa sentenza sancisce dunque tre cose chiare: sul finire del 2013 la crisi di Banca Etruria era ben nota a chi doveva vigilare.

1) Lo sapeva Bankitalia grazie alle ispezioni (ma nulla le ha impedito di approvare le emissioni dei bond di giugno e ottobre).

2) Lo sapeva la Procura, informata dagli ispettori di via Nazionale fin dal 23 settembre e poi con la nota di dicembre.

3) Lo sapeva anche la Consob almeno dal 30 ottobre.

Prodotta infatti in giudizio la lettera di Bankitalia indirizzata a Consob e datata 30 ottobre 2013, nella quale si segnalavano all’autorità di controllo dei mercati le criticità di Banca Etruria, e si poneva l’accento proprio sulle obbligazioni subordinate, che erano in vendita alla clientela con rendimenti che non riflettevano le reali condizioni dell’istituto.  

Proprio quel giorno invece Banca Etruria iniziava il collocamento del suo suo ultimo bond subordinato: 50 milioni di euro. Oltre il 99% di quelle subordinate finì in mano a piccoli risparmiatori e famiglie.  

Non a caso, proprio la Consob il 15 dicembre del 2013, imponeva a Etruria di informare il mercato delle risultanze delle ispezioni di Bankitalia.

Ecco il testo: «Con riferimento alla “lettera di situazione aziendale” relativa agli esiti degli accertamenti ispettivi condotti dalla Banca d’Italia e tenuto conto della rilevanza dei profili di criticità emersi dalla citata verifica, la Commissione ha chiesto alla Banca di diffondere un comunicato stampa contenente una sintesi dei principali rilievi effettuati da Banca d’Italia, le eventuali iniziative da porre in essere, nonché ogni eventuale ulteriore elemento informativo ritenuto utile per una corretta informazione del pubblico». 

E’ stato prodotto anche un altro documento: la segnalazione che Bankitalia fa alla Procura di Arezzo dopo l’ispezione, per l'esattezza in data 5 dicembre 2013, nella quale si dice espressamente che è «in corso di trasmissione» una comunicazione alla Consob «per i profili di sua competenza». 

Lo stesso Vegas aveva invece detto pubblicamente e ribadito nel procedimento sanzionatorio, che Consob aveva ricevuto i documenti di Bankitalia solo nel 2016 e solo dopo la risoluzione della banca. La sentenza ribalta le posizioni poichè è stato dimostrato che quando Consob ha autorizzato la pubblicazione del prospetto sull’aumento, era pienamente consapevole dello stato di difficoltà in cui versava la banca. E il quadro informativo era diventato completo a inizio 2014 quando, si legge nella sentenza della Corte d’Appello fiorentina presieduta dal giudice Edoardo Monti, aveva acquisito i documenti delle ispezioni compiute nei mesi precedenti da Banca d’Italia.

L'Associazione dei consumatori Codacons, ha annunciato la volontà di intentare una causa risarcitoria contro Bankitalia e Consob, alla quale potranno aderire tutti gli investitori che hanno perso i propri risparmi. ...

Ho come l’impressione che questa vicenda durerà ancora a lungo.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0