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Consiglio Comunale 9 agosto 2018

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Consiglio Comunale 9 agosto 2018

Le interrogazioni

Dopo il minuto di silenzio che il Consiglio Comunale, su invito del presidente Alessio Mattesini, ha dedicato alla memoria di Giuseppe Bassi, il dipendente del Comune di Arezzo recentemente scomparso, la prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donato Caporali che ha ricordato come ancora manchi una intitolazione di strada o giardino a Bettino Craxi: “che tempi sono previsti per una scelta toponomastica del genere”?

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha risposto come “questa richiesta venga da lontano, da un atto di indirizzo approvato durante la prima amministrazione Fanfani. Alla prossima commissione toponomastica perverremo a un'indicazione univoca in modo che entro la fine dell'anno possa seguire la relativa delibera di Giunta”.

Matteo Bracciali ha fatto seguito alla conferenza stampa del gruppo consiliare del partito democratico e ha sottoposto al sindaco la “questione del destino dei fondi derivanti dal bando per la riqualificazione delle periferie urbane. Fondi per opere strategiche che tutta la città aspetta. Un emendamento del Senato ha tolto efficacia alle convenzioni che erano state firmate tra Governo e amministrazioni locali. La scelta del governo Lega-Movimento 5 Stelle è pura miopia. Il sindaco, comprendendo la natura strategica di queste risorse, deve sostenere la scelta di Anci Toscana e Anci nazionale per mantenerle nella disponibilità degli enti locali. Attivandosi con i deputati eletti nei collegi aretini affinché il mille-proroghe sia modificato alla Camera. La questione politica è poi quella del voto dell'assessore Tiziana Nisini in Senato, favorevole all'emendamento che ha rimesso in discussione i fondi per Arezzo. Altro che valore aggiunto per l'amministrazione. L'incompatibilità politica di Tiziana Nisini tra il ruolo di senatore e ruolo di assessore è evidente. Le sue deleghe dovrebbero essere ritirate, come atto di coerenza”.

Anche Angelo Rossi ha presentato un'interrogazione sul tema: “sta arrivando un meteorite sul piano triennale delle opere pubbliche che finirà azzerato completamente. È una cosa di gravità assoluta. Si priva Arezzo di opere fondamentali e chi ci nega questa possibilità si prende una responsabilità politica grave dinanzi al territorio. Questo emendamento lo ha votato anche il partito democratico in Senato. L'11 settembre il passaggio alla Camera sarà fondamentale per cui chiedo al sindaco che relazioni in Consiglio Comunale sulle conseguenze del decreto mille-proroghe. In previsione di quella data quali sono le misure che il sindaco intende prendere per tutelare gli interessi di Arezzo”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “le azioni che mi vengono chieste sono già in atto, salvo una. Innanzitutto un'azione di moral suasion sui parlamentari del territorio e a seguire ogni azione utile a recuperare le risorse. Non c'è dubbio che quando ho firmato la convenzione nello scorso anno con il Segretario generale alla Presidenza del Consiglio credevo di avere acquisito un diritto di spesa per quei 17 milioni di euro. Contando sulla erogazione delle risorse, l'amministrazione ha subito cominciato a fare progetti, impegnare personale e anticipare fondi di bilancio per arrivare alle scadenze della convenzione preparati e in grado di ottemperare a ogni sua previsione. Dunque, come vicepresidente di Anci regionale, ho sottoscritto la petizione da rivolgere ai deputati perché in seconda lettura alla Camera possano essere cambiati i termini dell'emendamento approvato al Senato. Ma ho fatto di più: ho cercato di capire se ci sono effetti civili derivanti dalla firma della convezione e quali atti conseguenziali sia possibile espletare, in sostanza come chiedere eventualmente al Segretario generale della Presidenza del Consiglio i 17 milioni di euro. Quel funzionario dello Stato dovrà rispondere civilmente del perché ha sottoscritto la convenzione. A queste risorse il Comune di Arezzo ha diritto. Non ritirerò le deleghe all'assessore Nisini per due motivi: primo perché non ho motivo di lamentarmi del lavoro che svolge, poi il suo voto non è stato certamente decisivo per tale determinazione, visto che è stato adottato all'unanimità. Non credo si debba affrontare la questione con un ritiro di deleghe, anche perché il caso aretino è particolare: l'amministrazione ha infatti lavorato virtuosamente da subito, prima che i finanziamenti pervenissero, abbiamo preso sul serio le scadenze. E i primi di settembre ottenuto un incontro per fare capire a Roma queste nostre ragioni”.

L'assessore Tiziana Nisini: “vorrei fare un po' di chiarezza sulla questione. Il governo Renzi-Gentiloni ha promesso soldi che non poteva spendere. A dirlo è una sentenza della Corte Costituzionale, la 74 del 2018, che dichiara la incostituzionalità dei fondi per la seconda parte dei Comuni finanziati, tra cui Arezzo. Quindi, i primi sono stati finanziati regolarmente, quelli del secondo giro, no. Si stanno valutando quei Comuni che hanno situazioni particolari, con lavori già avviati, tra cui Arezzo. È stata un'operazione spot del Pd prima delle elezioni. Che questa strada fosse l'unica percorribile è confermata dal fatto che tutte le forze politiche presenti in Senato hanno votato all'unanimità, compreso il Pd perché era consapevole che questi fondi non erano disponibili. L'efficacia delle convenzioni concluse è differita nel 2020, ferma restando la dotazione complessiva loro assegnata. Il Governo ha liberato risorse dando ossigeno agli enti locali che ora possono utilizzare l'avanzo di bilancio”.

Barbara Bennati ha lanciato l'allarme sicurezza per la situazione del piazzale di accesso alla Casa Diritta. “Gli utenti e dipendenti comunali lamentano incuria e trascuratezza”.

Ancora Barbara Bennati ha chiesto di adottare atti più incisivi contro l'apertura delle sale slot. “In base alla normativa vigente l'ufficio che dovrebbe controllare le distanze minime è il Suap mentre nell'ultimo caso è intervenuto l'ufficio edilizia che non ha poi misurato concretamente le distanze ma si è basato su quanto effettuato da uno studio privato. Chiediamo il riesame dell'autorizzazione concessa. Questa Giunta è disponibile a modificare il regolamento dei patrocini per escluderli per eventi che si svolgono nelle pertinenze di sale giochi con premi in denaro? Chiediamo se il Suap ha preso visione della recente circolare del ministero dell'Interno in materia di misurazione delle distanze minime per capire se le sue previsioni si possano applicare al caso in specie”.

“Alla polizia locale – ha replicato l'assessore Lucia Tanti – è già stato dato mandato di misurare le distanze delle sale dai luoghi sensibili per ben due volte. Dunque, abbiamo già espletato una doppia verifica, possiamo mandare gli agenti una terza volta, magari con i consiglieri comunali del Pd. L'indirizzo politico della Giunta è seguire le indicazioni della legge regionale che troviamo positiva e abbiamo un regolamento di polizia urbana che interpreta questa legge in maniera restrittiva”.

“Il Comune di Arezzo – ha aggiunto l'assessore Marcello Comanducci – ha infatti incrementato le previsioni della legge regionale, ad esempio impedendo l'apertura di una ulteriore sala slot se collocata a una certa distanza da una sala già in funzione, per cui è veramente difficile aprirne di altre. Nel caso di specie è complicato però farla chiudere in quanto tutti i controlli hanno mostrato regolarità”.

Alessandro Caneschi ha ricordato come “nella brochure della mostra di Gustavo Aceves sono indicate le location e tra queste piazza Vasari dove non ci sono invece opere dell'artista. La fruizione della mostra per i disabili è difficile specie in Fortezza. Quando verrà collocata l'opera in piazza Vasari? Quali sono le intenzione per rendere le esposizioni accessibili”?

E ancora Alessandro Caneschi ha ricordato “che nell'ultimo Consiglio Comunale il vicesindaco Gamurrini per i giardini Porcinai ha annunciato un nuovo progetto da sottoporre alla Soprintendenza. La mia curiosità verso questo progetto è per ora rimasta delusa. Esiste o no? E se sì, cosa prevede”?

L’area ex Lebole

Via libera alla variante al piano di recupero dell’area ex Lebole all’interno della cosiddetta “Cittadella degli affari” da parte del Consiglio Comunale. L’area ex Lebole è tornata quindi protagonista del dibattito in aula a seguito del quale ci sono stati 18 voti favorevoli e 4 astenuti alla proposta di delibera illustrata dal sindaco Alessandro Ghinelli: “a seguito della presentazione, da parte della proprietà, della proposta di variante all’originario piano di recupero, non avremo più tre grandi strutture di vendita ma quattro medie strutture e due grandi strutture per complessivi 12.500 metri quadrati, insieme alla riduzione della potenzialità edificatoria complessiva con corrispondente riduzione delle superfici a parcheggio mentre resta invariata la quantità di verde pubblico. Le previsioni di trasformazione dell’area approvate nel 2015 non sono più rispondenti all’attuale contesto socio-economico per cui le modifiche proposte sono rivolte a ottimizzarne la configurazione e l’utilizzo. Per quanto riguarda il tratto del raccordo autostradale limitrofo, questa amministrazione ha fortemente sostenuto la tesi di passare da due a quattro corsie per servire la zona in maniera consona. È una soluzione parziale al tema più generale del raddoppio Arezzo-Battifolle ma intanto noi vogliamo partire. Perché poi rinunciare alla visione dello skyline di Arezzo arrivando in città? L'idea è allora quella di una viabilità rialzata e non interrata. Molto importante è poi il fatto che in questo nuovo disegno infrastrutturale esista un obbligo per Arezzo Fiere e Congressi di versare a favore del Comune di Arezzo 1.200.000 euro a titolo di contributo per la ristrutturazione e il potenziamento della viabilità di accesso e di uscita dell’area espositiva. Una nuova convenzione da sottoscrivere con la proprietà prevederà l’articolazione in due lotti del relativo intervento. Essi verranno rispettivamente realizzati a cura e spese del Comune di Arezzo, il primo, e del privato proprietario, il secondo. Il lotto uno, di competenza del Comune di Arezzo, comprende la realizzazione della rotatoria complementare a quella prevista all’intersezione tra via dei Carabinieri, il raccordo urbano e il raccordo autostradale, per la quale è in corso l’iter amministrativo. È evidente che le due rotonde sono legate da un rapporto di reciproca interdipendenza. Questa soluzione ci consente inoltre di non essere legati all'investitore, la nostra parte la faremo comunque. L'auspicio per l'area è quello di partire perché non è più possibile vederla così deteriorata. Questa amministrazione ha lavorato perché il privato potesse dare una risposta economica adeguata e il Comune dotasse la città di un'importante infrastruttura”.

Simone Chierici: “a mio modo di vedere non resta che sbloccare lo stallo. La variante richiesta diminuisce la portata dell'intervento ma a questo punto non ci sono grandi alternative se non fare partire il cantiere e riconquistare un'area. Anche modificando la scellerata scelta stradale del 2015. L'approvazione di questo atto porterà benefici, non sarà la soluzione migliore in assoluto ma è oggi la migliore possibile. Questa amministrazione accelera i tempi della pratica, anche con un Consiglio Comunale ad agosto. Un mese di anticipo può essere importante. Peraltro a proposito di tempistiche: nel 2015 l'approvazione del progetto avvenne di notte e al penultimo Consiglio Comunale prima delle elezioni”.

Angiolino Piomboni: “condivido la scelta dei due lotti. L'amministrazione si è adoperata per una variante in tempi brevi, ringrazio per questo gli uffici e i consiglieri comunali presenti che anche in un periodo di ferie si sono adoperati per accorciare i tempi della burocrazia e accelerare la ripresa della città”.

Angelo Rossi: “togliamo un bubbone dalla città. Quello che un tempo doveva essere riempito di grattacieli”.

Alessandro Caneschi: “a me pare che i grattacieli rimangano. E che della ex Lebole se ne parli dall'epoca Lucherini quando è stata persa la grande occasione dell'Outlet sorto poi a Foiano. Il 20 ottobre 2011 ci fu l'approvazione del Piano complesso di intervento con il voto contrario dell'attuale sindaco Ghinelli. Nel 2014 in Consiglio Comunale sempre il sindaco espresse alcune valutazioni molto negative su tutto l'impianto del progetto, anche sugli aspetti estetici e non solo sulle infrastrutture viarie. Stesse considerazioni che espresse nel 2015, nel Consiglio Comunale citato da chi mi ha preceduto. Per tutti gli aspetti che il sindaco ha evidenziato in maniera negativa negli anni, non mi pare che le cose cambino molto. Restano quelli che chiamava 'capannoni' e quella che definiva 'la piastra di parcheggi'. Dove sono le modifiche sostanziali della soluzione originaria? Il percorso avviato dalla giunta Fanfani non viene stravolto. Evidenzio semmai il fatto che una delle rotatorie è finanziata dall'oramai famigerato bando sulle periferie degradate e la mancata previsione del turistico-ricettivo: una città che vuole avere una vocazione turistica rinuncia per l'area di cui parliamo a questa destinazione”.

Marco Casucci: “sento polemiche di fronte al fatto che chi ha guidato la città e l'Italia non si assume le sue responsabilità. Abbiamo buona memoria e ci ricorderemo bene sia di questa cosa sia di chi non è a favore dello sviluppo della città”.

Matteo Bracciali: “non ci raccontiamo che è cambiato il contesto economico. Dal 2015 al 2018, se c'era un'idea migliore rispetto a quella che praticamente viene ripresa oggi potevate trovarla e proporla. In un approccio pragmatico posso dire che come ho sostenuto il progetto tre anni fa posso sostenerlo oggi. All'epoca con un atto di indirizzo chiedevo la previsione di uno spazio adibito a pensilina che potesse diventare una fermata del treno, uno spazio dove poter pensare a una memoria storica sulla Lebole, un luogo specifico di archeologia industriale, capire i tempi di manutenzione dell'area per dare a essa una sistemazione decorosa che tolga gli scheletri. Il voto del partito democratico sarà di astensione per permettere senza polemiche di andare avanti. Questo, accanto all'intervento di Alessandro Caneschi, è il nostro modo serie di fare opposizione”.

Roberto Bardelli: “al netto della pulizia dell'area e delle novità infrastrutturali, questo progetto non piace. Non lo trovo un progetto avveniristico, resto critico come nel 2015. Non abbiamo neanche un imprenditore che scommette sul futuro ma ripropone schemi commerciali. È vero, l'occasione è stata persa anni fa, all'inizio degli anni 2000, ma non possiamo proseguire perdendo quella di iniziare almeno il miglioramento di un luogo oramai inguardabile”.

“Tra i miei interventi – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – evidentemente qualcosa è saltato. Dissi anche in Consiglio Comunale: mandate avanti la parte urbanistica e stralciate la parte relativa alla viabilità. La precedente amministrazione non mi ha dato retta, oggi seguo le mie convinzioni di tre anni fa. Se non ci si sbriga, quest'area perde ulteriore appetibilità, la variabile tempo ha assunto troppa rilevanza. Dovevamo ripianificare l'area partendo da zero? Non era pensabile. Concludo ringraziando i consiglieri comunali presenti in aula, il consigliere Angiolino Piomboni per i suoi contributi e faccio i migliori auguri all'area e alla città”.

Il Consiglio Comunale ha votato l’adozione della variante. Spazio adesso alla pubblicazione, alla presentazione delle osservazioni in vista del traguardo dell’approvazione definitiva.


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