Prima Pagina | Puntodivista | Cari commercianti non riuscirete a fermare il mare con le mani. Imparate a nuotare o ne sarete travolti!

Cari commercianti non riuscirete a fermare il mare con le mani. Imparate a nuotare o ne sarete travolti!

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Cari commercianti non riuscirete a fermare il mare con le mani. Imparate a nuotare o ne sarete travolti!

Commercianti sulle barricate in difesa dell’ancien regime. Quando è in corso una rivoluzione industriale, ma ancor piu’ commerciale e soprattutto culturale, chi crede di poter fermare la storia invocando la benevolenza di Giove Pluvio, temo che finirà solo per annegare.

 

 

E' in corso una rivoluzione digitale che non si può fermare: acquisti automatizzati e interfacce vocali, economie di scala tra locale e globale, pubblicità sempre più personalizzata, l’Asia come baricentro assoluto del mercato…

l’Italia è un Paese dove tradizionalmente c’è resistenza alle novità e per il commercio non potrebbe essere diversamente. La resistenza è culturale perché è legata alle abitudini e alle tradizioni. Risultato: grande o piccolo che sia, il commercio italiano è indietro. E procede a tentoni.

Il commercio è un mestiere per persone coraggiose, ma spesso il coraggio non basta. Ci sono commercianti con intelligenza imprenditoriale superiore alla media che riescono ad anticipare e a innovare, traendone vantaggi. E altri invece, che si chiudono in se stessi maledicendo un destino cinico e baro e rimpiangendo i bei tempi andati.

La vicenda dell’outlet, che poco meno di 20 anni fa riempì le cronache locali di polemiche, è stato un passaggio storico strepitoso e sintomatico. Abbiamo permesso che un polo in cui ogni anno convergono 10 milioni di persone da tutto il centro Italia, si spostasse di 25 km a Sud (30km di strada) pensando così di salvaguardare dalla concorrenza i negozi del centro.

Forse i commercianti pensavo o sognavano che la gente si spostasse ancora col calesse invece che in auto. Ma in fondo questo è il problema: non serve avere la Ferrari in garage, se ancora il calesse è parte del DNA culturale dei nostri imprenditori.

Il risultato finale è che abbiamo solo ottenuto di mettere ugualmente in sofferenza i commercianti (in sei anni han dovuto tirare giu’ il bandone in 2.500 ci racconta la Confesercenti) senza godere di alcun beneficio da questa sofferenza.

Al casello A1 della Valdichiana si è passati da 1,7 milioni di veicoli a 4,5 milioni ogni anno. Di questi almeno il 40% entra al casello di Arezzo.

Dei rimanenti 6 milioni di persone che giungono qui da fuori provincia o da fuori regione, la nostra città non intercetta nulla. Zero.  

Proviamo ad immaginare che se anche soltanto un pessimistico 10% di questi sei milioni, avesse fatto una “capatina” in città, oggi avremmo un flusso aumentato di almeno 600 mila presenze. Significano 600 mila caffè, 600 mila bicchieri di acqua o 600 mila gelati. Ma state tranquilli: coloro che fecero il diavolo a quattro perché ad Arezzo non aprisse nulla, condannando la città ad un eterno silenzio cimiteriale (plaudente il popolo) adesso hanno aperto “loro” un punto vendita a Foiano. 

Tuttavia mi pare inutile oggi scendere in campo a difesa di scelte che ormai appartengono al passato. Gli outlet si preparano a soffrire della globalizzazione, come tutto il resto del commercio al dettaglio. Abbiamo impiegato 20 anni a realizzare per step un polo espositivo ed a costo di grandi sacrifici. Appena completato ci siamo accorti che è ormai superato. Non sappiamo realmente cosa farci, salvo doverci pagare le tasse ad un stato sanguisuga, fatto per gran parte da beoti incravattati. Bisognava averlo 20 anni fa per goderne qualche beneficio. 

Ugualmente aprire oggi un nuovo outlet ad Arezzo, in storico ritardo, significherebbe incamminarsi sulla stessa triste strada del tramonto.

Il digitale potrebbe permettere invece ai dettaglianti di unirsi e creare piattaforme di informazione su determinati settori o prodotti, con beneficio nei punti vendita fisici. Potrebbe… perché non è facile per chi ha una piccola bottega lanciarsi nell’oceano digitale senza rischiare di annegare. Ma se andiamo a vedere scopriamo che solo poco più della metà degli imprenditori commerciali ha un sito-vetrina (stima Confcommercio). E pochissimi nel web provano a vendere. Il digitale viene visto sì come un’opportunità ma anche come una minaccia, soprattutto in questo momento in cui sembra più facile chiudere che andare avanti.

Se i volantini di carta continuano ad assorbire l’80-90% del budget di molte imprese della nostra grande distribuzione organizzata, c’è da chiedersi come investire per poter sfruttare e cambiare il processo.

Quello che serve è allora un vero "Change Management", cioè cambiare l’impostazione, la visione, “la testa” dei vecchi manager. Oppure è il momento di cambiare manager! 

Non c’è bisogno di investire in tecnologie, non serve introdurre un chatbot se poi questo strumento non viene integrato nei flussi di comunicazione aziendale e nessuno sa che esiste.

Avere l’app, il nuovo sito, il totem con touch screen nei punti vendita comporta investimenti che vengono spesso compiuti. Ma rimangono inutili se non c’è un vero e proprio accompagnamento della dirigenza delle aziende verso la comprensione delle opportunità del digitale, e non solo dell’e-commerce.

Se qualcuno ha anche capito che non è più tempo di fare battaglie di retroguardia, certo non sarà chi da 40 anni ha gestito e spera di poter gestire un mondo che sta cambiando piu’ velocemente di quanto l’immaginazione avrebbe permesso. Ma non si può fermare il mare con una mano. Bisogna imparare a nuotare alla svelta o il rischio è che “Ci Amazon” prima di capire che cosa sta succedendo. 

Il futuro non è una riproiezione del passato. Il confronto digitale va affrontato non in difesa ma all’attacco, altrimenti è perdente. Anche il piccolo commercio deve farsi la punta al cervello, come la matita”, dice Giorgio Rapari, presidente di Assintel, l’associazione Ict di Confcommercio che si è assunta il ruolo di scovare e sostenere l’innovazione.

Per adesso di punte ne abbiamo viste poche.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0