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È morto Mario Moretti di Anghiari. L’ultimo partigiano della Banda del Russo

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È morto Mario Moretti di Anghiari.  L’ultimo partigiano della Banda del Russo

 

 

Anche l’ultimo partigiano della Banda del Russo se n’è andato. Si è spento nel pomeriggio del 24 luglio Mario Moretti di Anghiari.

Classe 1924, dopo l’8 settembre Moretti fu preso dai tedeschi e portato a lavorare in un deposito di munizioni vicino a Civitella della Chiana. Siccome i tedeschi trattavano molto male i militari italiani, un giorno dell’autunno 1943 se ne scappò via e tornò verso Anghiari. Per paura di essere di nuovo catturato dai tedeschi, si nascose con altri giovani anghiaresi sulle montagne vicine, dando vita al primo nucleo partigiano della zona, conosciuto come “Banda di Caciari”, dalla località dove spesso si rifugiava.

Con l’arrivo del Russo, che soppiantò nel comando della banda due giovani anghiaresi, Mario Moretti iniziò a sentirsi a disagio, disapprovando le ruberie, le violenze e le altre azioni poco onorevoli dell’esuberante capo slavo. Ricordava tempo fa: “Questo Russo era cattivo, era …”. “Era … prepotente … voleva comandare. Io venni via per quello, perché ce se rovinava e basta con l’idee che aveva lui.

Dopo l’ennesima azione militare ordinata dal Russo, rischiosissima e a suo parere stupida, verso il 18 di giugno 1944 Moretti abbandonò la banda e si nascose presso un contadino delle montagne tra Monterchi ed Arezzo. Dopo la guerra non presentò domanda di riconoscimento dell’attività partigiana.

È stato Mario Moretti che mi ha aperto le porte della Banda del Russo, raccontando all’amico Mario del Pia fatti e misfatti, nonché indicando ulteriori testimoni viventi, fino a farci avere una visione d’insieme alquanto dettagliata sia sull’attività della banda che sul rapimento del colonnello von Gablenz, che diede avvio ai ben noti “Giorni della Chiassa”.

Mario Moretti è stata una persona buona, semplice, simpatica, con forti valori che non ha mai rinnegato. Lo ricordo con affetto e riconoscenza. Condoglianze alla famiglia.

 

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