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Aceves, Arezzo è a cavallo.

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Aceves, Arezzo è a cavallo.

Le installazioni dell'artista messicano: molti i dubbi da parte mia.

 

La terza imponente mostra a cura della corrente amministrazione, dopo Theimer e Riva, la prima sotto l'egida della recente “fondazione cultura”: molti aretini avranno visto un monumentale cavallo sul sagrato del duomo, altre opere in Fortezza, a sant'Ignazio e san Francesco.

Ho approfittato di una visita guidata dal direttore della fondazione, fra i curatori della mostra, per trovarmi insieme ad una 15ina d'altri presso la fortezza.

Barbetti, il direttore nominato da Ghinelli alla Guido d'Arezzo, ha illustrato l'autore, nato e cresciuto, anche artisticamente, in Messico con le peculiarità socio-politiche degli anni '70 e '80 in quella nazione, note a tutti. A Pietrasanta dove vive Aceves ha iniziato un progetto scultoreo che si incentra sul cavallo per esprimere contenuti.

Considerata una affinità del cavallo colla nostra città, Barbetti ha ritenuto portare la mostra ad Arezzo: in precedenza la mostra si era tenuta in capitali e città europee (esempio Roma e Berlino), in futuro continuerà ad arricchirsi di pezzi sino alla esposizione finale a Città del Messico.

Nelle parole di Barbetti, una occasione per inserire Arezzo in un circuito culturale internazionale tale da offrire maggiore risonanza ad una cittadina, la nostra, che soffre di insufficiente notorietà.

Le precedenti mostre di scultura erano gratuite: Theimer, in fortezza e galleria s.Francesco, e Riva, in fortezza, avevano fatto dichiarare al Comune 100.000 e 80.000 visitatori. Secondo me molti visitatori erano attratti dalla fortezza (la galleria per Theimer ha contato poche visite), ma esisteva una volontà di segnalare un grande successo che travalicava la realtà, operazione di local marketing già vista qualche anno prima in città, per Icastica. Per Aceves è stato inserito un biglietto di ingresso da 3 euro, l'amministrazione Ghinelli potrà vantare un elevato numero di visitatori alla mostra, andando a spacciare per tali anche i turisti che sono interessati a quel gioiello storico e architettonico che è la Fortezza medicea che solo incidentalmente vedranno Aceves.

Non approvo il metodo, è inutile mischiare seggiole e pere: dovremo invece puntare molto più trasparentemente su un primario asset turistico culturale in mano alla città, visto che gli affreschi di Piero ed altre sedi museali sono escluse a qualunque azione sinergica atta alla valorizzazione del territorio. Scusate, credo che la fiera antiquaria o i vari mercatini mangerecci o le sagre natalizie facciano parte di una diversa categoria. Tornando al mini biglietto, si riduce l'impatto del costo della mostra, mantenendo sorveglianza e costi correnti (pulizia e luce) e magari introitando due lire per altre manifestazioni. I veri conti al più presto, ho scritto al Comune che li voglio conoscere.

Barbetti ha indicato la presenza in Fortezza di tre installazioni: la prima che si incontra è la “cavalcata”, un flusso di cavalli che scendono nel tunnel. Bella, di sicuro impatto.

Il direttore l'ha visitata a salire e quindi a scendere, come per esaminare ogni cavallo, diverso dagli altri: non posso riportare indicazioni sulla installazione -visibile da un solo lato- sia per la distanza da chi la illustrava, sia per la mia modesta dimestichezza con l'arte contemporanea.

Comunque l'artista è presente su internet solo per questa esposizione itinerante.

Purtroppo la cavalcata è l'unica installazione che ho “visto”, in seguito spiegherò perché.

Anticipo soltanto che per disabili come me, in comune carrozzina autospinta (pur con l'aiuto di un forzuto zeppatore..), la mostra non è adatta. Ma non è stata l'unica delusione o perplessità.....

 
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