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L’ONU celebra il 18 luglio il centenario della nascita di un cittadino onorario di Arezzo attraverso un vertice mondiale sulla pace

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L’ONU celebra il 18 luglio il centenario della nascita di un cittadino onorario di Arezzo attraverso un vertice mondiale sulla pace

Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto il in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 935 del 14 settembre 1988, su proposta della consigliera Maria Bruttini. Il “Nelson Mandela Peace Summit” si terrà invece a settembre 2018

 

Le Nazioni Unite hanno organizzato il “Nelson Mandela Peace Summit”, un vertice sulla pace per celebrare i 100 anni dalla nascita di Mandela. Saranno presenti alti funzionari delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e di altri paesi.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunitasi venerdì 22 dicembre scorso, ha deciso di celebrare il 100° compleanno di Mandela con il “Nelson Mandela Peace Summit”.

Si tratta di un vertice incentrato sulla pace nel mondo che si terrà a settembre 2018, in occasione del raduno annuale dei leader mondiali.

L’Onu nel 2009 stabilì che il 18 luglio, compleanno del leader anti-apartheid sudafricano, divenisse il “Nelson Mandela International Day”, giornata in cui tutti dovrebbero lasciarsi ispirare da Mandela tentando di fare la differenza nelle proprie comunità.

Nelson Mandela è stato, dal 1994 al 1999, il primo presidente nero sudafricano e nel 1993 ha vinto il premio Nobel per la Pace per aver posto le basi della democrazia nel paese e messo fine in modo pacifico all’apartheid dei neri in Sudafrica, Mandela aveva trenta anni quando l’apartheid divenne Legge dello stato nel 1948. Nel 1962 venne arrestato con l’accusa di sabotaggio e rimase in prigione fino al 1990

Nel 2018, per celebrare i 100 anni dalla nascita di Mandela, le Nazioni Unite hanno organizzato un summit delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e di altri paesi.

Un’iniziativa che vuole onorare Nelson Mandela, il suo impegno disinteressato e il suo profondo senso del dovere non solo verso l’Africa, ma verso l’umanità nel suo complesso.

La sua dedizione a promuovere la risoluzione dei conflitti, i rapporti razziali, i diritti umani e l’uguaglianza di genere non è venuta a meno fino al 2013, quando Mandela è morto, lasciando al mondo un grandissimo esempio e un enorme vuoto.

A fondamento della fede nella pace e nella riconciliazione di Madiba (nomignolo con cui ci si riferiva a Mandela perché nella sua etnia di appartenenza Xhosa indicava un titolo onorifico per persone anziane e sagge), c’era la sua convinzione che nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartiene e che se gli uomini imparano ad odiare, possono anche imparare ad amare.

Chissà se nella nostra città qualcuno si è ricordato di aver dato la cittadinanza onoraria ad un gigante planetario della nonviolenza e della libertà

 

 

 

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