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Il prolungamento della tangenziale urbana

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Il prolungamento della tangenziale urbana

 

È stato illustrato dal vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini il progetto per il prolungamento della tangenziale urbana dall’attuale rotatoria posta all’intersezione tra viale Santa Margherita e la SR 71 e la SP 44 della Catona. La pratica costituisce una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico. La delibera è stata approvata dalla maggioranza. Voto contrario delle opposizioni.

“Il progetto – ha sottolineato Gamurrini – prevede la realizzazione di una viabilità di 760 metri con carreggiate a doppia corsia. In dettaglio, il tacciato si svilupperà su aree agricole pianeggianti e l’aggancio con la strada provinciale della Catona è previsto tramite un’ulteriore rotatoria all’altezza dell’abitato di Cà di Ciò. Tale nuova viabilità, oltre a costituire il completamento a nord della tangenziale urbana ha la funzione di diminuire drasticamente il traffico lungo la direttrice che collega Cà di Ciò e Ceciliano le cui dimensioni non risultano più idonee a soddisfare l’esigenza di sicurezza stradale”.

Alessandro Caneschi: “ci troviamo dinanzi a un'opera pubblica di grande impatto sulla città e siamo in assenza di strumenti urbanistici. La situazione è di attesa eppure si interviene così massicciamente. È stato presentato il Pums con un convegno ma poi non è seguito alcun atto formale. Le intenzioni dell'amministrazione si desumono dagli articoli di giornale. Se ci dobbiamo limitare a giudicare questo pezzo di viabilità in più, non mi pare che sia un intervento, neanche sottoposto a valutazione di impatto ambientale, che porta beneficio ad esempio a via Tarlati. Non voteremo a favore in mancanza di una pianificazione coerente e unitaria”.

Tali considerazioni sono state condivise da Francesco Romizi e Donato Caporali che hanno sottolineato anche le caratteristiche agricolo-ambientali dell'area in questione: “qual è il disegno di sviluppo della parte nord della città? Se si allarga lo stradone di Cadicio si ottiene lo stesso risultato e si risparmierebbero risorse”.

Angiolino Piomboni ha difeso il progetto anche in virtù del fatto “che prevede la messa in sicurezza idraulica delle aree limitrofe a via Buonconte da Montefeltro e viale Santa Margherita”.

Roberto Bardelli: “nel passato il Pums non è stato presentato. Con questa amministrazione sì. E presto passerà in Consiglio Comunale. La progettualità mi pare abbastanza chiara. Se le motivazioni ambientali sono legittime, mi chiedo da un punto di vista del traffico quali possano essere le soluzioni alternative”.

Angelo Rossi: “è un'opera significativa per la Catona e permette di procedere verso il  completamento della chiusura dell'anello radiante”.

Paolo Sisi: “il problema di quella zona è via Tarlati dal Villaggio Oriente in poi. Qui si inventa una strada extraurbana troppo a nord di cui non vedo necessità e utilità”.

Marco Casucci: “trovo pretestuoso accampare tali elementi di critica. Bisogna stare sul progetto che comporterà innegabili utilità per i cittadini”.

Anche Egiziano Andreani ha sottolineato “i vantaggi verso chi si muove in auto verso Antria, Ponte alla Chiassa, Ceciliano”.

L'assessore Marco Sacchetti: “è nostra intenzione rispettare il crono-programma deliberato dall'aula per i nuovi strumenti urbanistici. In questa fase, i professionisti che si occupano del Pums e quelli che redigeranno il piano strutturale si stanno confrontando proprio sulle problematiche inerenti la viabilità. Faremo in modo che i due strumenti siano alla fine allineati. Questo intervento non sarà prodromico a una futura urbanizzazione dell'area. In linea teorica un prolungamento delle radiali porta benefici. Inoltre, l'intervento, dal mio punto di vista, ha vantaggi anche sugli aspetti idraulici. Perché nella zona i problemi non sono legati al reticolo idrico ma soprattutto connessi alla presenza dei terreni non curati. E la riduzione del rischio è un'ulteriore valenza pubblica del progetto”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il concetto fondamentale è che questo tratto di strada, quale che sia il futuro di questa parte di città, va realizzato. E doveva esserlo da 20 anni. Questo, se vogliamo risolvere i problemi di congestione che insistono su viale Santa Margherita, via Buonconte da Montefeltro e via Tarlati. Rinunciarvi oggi significherebbe tornare indietro di due decenni mentre questa amministrazione vuole andare avanti”.

“No al nuovo tratto viario di tangenziale urbana”

Dichiarazione del capogruppo di Arezzo in Comune, Francesco Romizi

Ho votato contro al progetto di prolungamento della tangenziale perché non è una banale opera pubblica di viabilità secondaria, peraltro molto costosa, ma di fatto il primo lotto della chiusura dell'anello a nord. Dovevamo discuterne in città prima che in Consiglio Comunale e tutto ciò doveva essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale. No a un'opera che, visto dove arriva, all'altezza di una frazione e non a ridosso della città, non risolve i problemi di congestione del traffico.

Interventi di mitigazione del rischio idraulico ad Antria. In aula l’approvazione del progetto definitivo 

Arriva la soluzione per mettere in condizioni di sicurezza idraulica l’area di Antria, area a forte rischio che, soprattutto nella parte bassa dell’abitato, è destinata a ‘finire sott’acqua’ anche con precipitazioni non particolarmente rilevanti. La soluzione, consistente nella realizzazione di uno scolmatore del sistema fognario, è stata illustrata dall’assessore Marco Sacchetti: “l’ultimo evento di piena si è registrato il 6 novembre 2016 nella zona delimitata a sud dal torrente Maspino e ad est dal tratto terminale del suo affluente, il fosso delle Pergolacce. La causa sempre la stessa: l’esondazione di quest’ultimo corso d’acqua che dopo la sorgente per i primi 1.500 metri scorre con pendenze superiori al 20 per cento per raggiungere, nel tratto terminale, prima di confluire nel Maspino, dove riceve anche il contributo del fosso di Butri, pendenze del 2 per cento. Non solo. Nel tratto terminale, è ‘chiuso in gabbia’: tombato, probabilmente dagli anni ’70, epoca in cui sono state realizzate le lottizzazioni della zona. La criticità principale risiede proprio in questo punto, inadeguato a sopportare le piene. In ogni caso, si tratta di elementi che insieme disegnano un quadro complesso e delicato, mettendo sotto scacco più volte gli edifici e i terreni circostanti. Di qui la necessità di trovare una soluzione capace di mitigare una volta per tutte il rischio idraulico grazie a un progetto del Consorzio Alto Valdarno a cui ha partecipato come capofila il Comune di Arezzo che lo finanzia con 170mila euro”.

Soddisfazione è stata espressa dal consigliere comunale Angelo Rossi. La delibera è stata approvata   con 18 voti favorevoli e 5 astenuti.

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