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Il restyling di piazza della stazione può diventare un doloroso boomerang

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Il restyling di piazza della stazione può diventare un doloroso boomerang

E’ piu’ facile a dirsi che a farsi

 

Due aiuole, 4 panchine, un po’ di albererelli, un po’ d’erba qua e là anche se ingiallita pazienza e il menu’ è servito. Si chiude al traffico e non ci si pensa più.

Forse è così, ma forse anche no. Non stiamo parlando del campo dei miracoli di Pinocchio, ma di un luogo molto particolare. Quello dove avviene un fitto scambio gomma rotaia in ogni ora del giorno, ma anche della sera tardi o della mattina presto. Uno dei luoghi a piu’ intenso traffico e fermata rapida della città. Spesso le auto raccolgono i loro cari, armati di borse, bagagli e zaini carichi di libri, senza manco accostare, solo sfruttando il rosso di un semaforo che già adesso smaltisce il via vai con difficoltà.

Qualcuno prima di cominciare ha fatto statistiche su quali siano i volumi di traffico supportati? Avete calcolato cosa succederà se immetto questi volumi all’interno di un’area di sosta da cui già adesso si esce con grande difficoltà? Avete provato a valutare, non solo le belle serate di giugno, quando l’aria fresca dopo una giornata calda invita a far due passi, ma anche le notti di gennaio, quando la pioggerellina gelida è nell’aria, l’umidità ti entra nelle ossa e ogni passo dopo un viaggio stressante come sanno esserlo quelli dei nostri pendolari, diventa un tormento e non sai dove trovare i tuoi cari venuti a prenderti?

Ebbene, consiglio vivamente la nostra amministrazione, di pensare bene al passo che sta per fare, perché arriverà il giorno che certe scelte dovranno essere messe alla prova dei fatti. E lo saranno sulla pelle dei cittadini! Qui non si parla solo di estetica, di piazza gradevole, di immagine della città per gli otto turisti a stagione che arrivano in treno, si parla della vita di migliaia di persone: quella dei pendolari, costretti a questi sacrifici per studio o per lavoro che sia.

Io temo che presto ci troveremo a fare i conti con soluzioni molto azzardate, destinate ad incidere profondamente sulla vita degli aretini. Se potessi dare un consiglio, prima di dare il via alle amatissime ruspe, proverei a chiudere al traffico completamente e per i mesi di settembre e ottobre, piazza della stazione, convogliando il traffico nel parcheggio attiguo… così: per vedere l’effetto che fa!

Meglio una prova in più prima, che le mani nei capelli dopo!

 

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