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Piazza Guido Monaco rifiorita

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Piazza Guido Monaco rifiorita

Piazza Guido Monaco: il nuovo look multicolore

 

È oramai una settimana che Piazza Guido Monaco si presenta a passanti e frequentatori con un nuovo look multicolore, dovuto ai circa 7.000 fiori piantati dall’amministrazione comunale attorno alla statua del monaco Guido. Una rifinitura che ha cambiato totalmente l’impatto visivo di uno degli accessi alla parte nobile del centro storico.

“Un grazie sentito – ha sottolineato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – per il contribuito che ha reso possibile tale installazione, e renderà possibile la sua manutenzione, al presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici. Questo nuovo prato fiorito, che per la prima volta caratterizza la piazza e dona pulizia e decoro a un luogo al centro dell’attenzione, necessiterà infatti di cura: è dotato di un idoneo impianto di irrigazione, gli uffici comunali ne seguiranno l’evolversi per procedere quando sarà necessario al ricambio stagionale delle specie. Adesso, il cartello ‘vietato calpestare le aiuole’ assume ancora di più significato per cui faccio un appello al senso civico delle persone”.

Sempre sul fronte “verde pubblico”, in Piazza Guido Monaco l’amministrazione comunale ha piantato altri 800 fiori ai bordi mentre 6.000 ulteriori arricchiscono aiuole, fioriere e rotatorie. Un’operazione dunque complessa che ha portato in città vinche, petunie, begonie, celosie, tagete.

Il presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici: “ci siamo oramai posti due obiettivi principali: il recupero di materia e la riduzione dei rifiuti. Con il recupero di materia abbiamo contribuito alla piantumazione dei fiori, che crescono grazie al compost ottenuto partendo dall’organico. Ed è sempre più importante rendere l’incenerimento sussidiario al recupero di materia. Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti, cito solo alcuni dati che rendono evidente l’importanza della raccolta differenziata: riducendo anche solo del 10% la quota complessiva dei rifiuti giornalieri, si ottiene un risparmio di circa 20 tonnellate. Questo significa più spazi impiantistici a servizio di chi non dispone di un impianto ‘zero spreco’ come San Zeno e quindi ripartire i costi industriali su comunità più ampie di cittadini. Questo riverbera i suoi effetti positivi sulla voce ‘lavorazione dei rifiuti’ che a sua volta incide sulla tariffa complessiva”.

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