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Lanzalone e dintorni: basta ARERA, autorità di diritto pubblico al servizio dei privati!

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Lanzalone e dintorni: basta ARERA,  autorità di diritto pubblico al servizio dei privati!

Sul quotidiano La Stampa del 18 Giugno u.s. nell'articolo “Dopo aver scalato l'M5S Lanzalone voleva incassare con arbitrati e consulenze” a firma F. Grignetti ed E. Izzo sono stati pubblicati degli stralci di intercettazioni di chiamate tra l'Avv. Lanzalone e alcuni suoi collaboratori in merito alle scadenze delle designazioni ai vertici di vari organismi pubblici.





Una delle frasi riportate riportate ci ha particolarmente preoccupato, quella che si riferisce alle relazioni con Guido Bortoni, presidente dell'ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Nell'articolo si riporta che a seguito di queste “relazioni”, l'Autorità ha approvato una delibera che ha consentito a Gala, società evidentemente cara all'avvocato, di liberarsi di alcuni oneri "spalmando" sulle bollette dei cittadini le morosità della società elettrica.

Al di là del fatto che questa vicenda sembra mostrare che il peggio della prima Repubblica si è trasmesso alla seconda e le premesse per la terza non sono buone, ci preme sottolineare questo: come movimento per l'acqua già da tempo contestiamo il fatto che le morosità degli utenti, che siano o no incolpevoli, vengano fatte pagare in tariffa a tutti gli utenti . Qui il fatto è ancora più grave: un operatore, in questo caso GALA, avendo debiti con i grossisti di gas ed energia, ottiene, secondo le intercettazioni, un incremento della tariffa del gas e dell'energia per consentire al grossista di recuperare i suoi soldi. I cittadini quindi pagano 2 due volte: la bolletta, che già deve coprire tutti i costi del servizio, ora copre anche le eventuali inadempienze dei gestori.

Allora la domanda è: quali sono i reali interessi curati da ARERA? quelli dei cittadini o dei privati?

ARERA ha il compito di regolamentare i servizi di acqua, luce, gas e , per gentile concessione del governo Gentiloni, anche quello dei rifiuti, ma in questi anni si è prestata sovente ad avallare  richieste di esosi conguagli tariffari a carico degli  utenti su proposta dei gestori  e specializzata nel  complicare il sistema tariffario tanto che persino gli operatori del settore faticano a stare dietro ai suoi astrusi algoritmi, figuriamoci i cittadini.

Ha riportato sotto le mentite spoglie di "oneri finanziari" la "remunerazione del capitale investito" il profitto garantito per i gestori abrogato con i referendum del 2011;

Ha costi pesanti per la collettività: 86 milioni l’anno, di cui quasi € 1,5 di compensi per i soli membri del CdA,  ha 219 dipendenti che percepiscono € 27.142.784 (pari ad una media procapite di € 123.940 - contro una media nazionale di € 29.000) (v. Bilancio ARERA 2018: https://www.arera.it/it/docs/17/876-17.htm).

Abbiamo sempre denunciato il conflitto di interessi di ARERA, il controllore pagato dai suoi controllati: l'articolo de La Stampa rafforza la nostra posizione e ci spinge a chiedere una volta di più di abolire questo obbrobrio e di restituire le sue competenze al Ministero dell'Ambiente.

Ricordiamoci che la “mission” di ARERA è quella di garantire la promozione della concorrenza (L. 481/1995), un'ottica di mercato incompatibile con l'acqua bene comune.

Se l'acqua è un bene comune e se l'obiettivo del Governo, come dichiarato, è la sua gestione pubblica, allora come atto propedeutico è necessario lo scioglimento di ARERA e il ripristino delle sue competenze presso il Ministero dell'Ambiente.

27 Giugno 2018.  Comitato Acqua Pubblica Arezzo  (aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua)

 

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