Prima Pagina | L'opinione | Dialettica politica e dintorni

Dialettica politica e dintorni

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Dialettica politica e dintorni

Un recente articolo di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera ha presentato una proposta di Giovanni Dosi, Marcello Minenna, Andrea Roventini, e Roberto Violi per una riforma del Meccanismo di Stabilità Europeo (MSE) volta ad assicurare il debito pubblico della periferia dell’Eurozona e instaurare un circolo virtuoso di crescita.

Ecco come un economista (vero) Michele Boldrin giudica questo lavoro:

“Il prodotto e' ridicolo, semplicemente ridicolo TECNICAMENTE. Questa e' la gente che i media spacciano per esperti. Questi io dovrei chiamare "colleghi"! Ma neanche per sogno! Questi son colleghi di Voltremont, Brunetta, Savona e Fassina, non miei. Ed e' NECESSARIO che gli altri colleghi, quelli veri, abbiano il coraggio di dirlo. Altrimenti la farsa (a spese del popolo italiano) continua. Ed e' costosa. Il re e' nudo, meglio dirlo.”

Boldrin sarà anche giudicato un po' antipatico alla lettura, ma in campo economico è tra i pochi che non fa solo finta di sapere.

La domanda è: quale dialettica stabilire quando il governo giallo-verde comincerà (se comincerà) dopo gli annunci a dare corso al suo programma?

Basterà continuare a parlare di promesse impossibili e di programmi irrealizzabili, come larga fetta della dirigenza PD sta facendo nei salotti televisivi del nulla e dove per anni si è cavalcata la demagogia in nome dello share? In quegli stessi salotti dove si è stati bravissimi nel trasformare in reale il percepito?

Ma quale tipo di dialogo dovrà essere stabilito, nel caso si cominciasse a manomettere la Fornero, o si decidesse di dare avvio, nonostante tutto, al reddito di cittadinanza? O quando si decidesse di stravolgere il diritto penale e processuale penale secondo le teorie Davighiane (tutti sono colpevoli fino a prova contraria) in nome della lotta alla corruzione? O se si dovesse dare corso ad una mirata (per ora solo immaginata e temuta) strategia di pulizia etnica? Avremo la forza di schierarsi sfidando l’impopolarità, contro argomenti che ormai attraversano la base da Nord a Sud? Avremo la forza di sfidare lo pseudo patriottismo da bar Sport? Di impedire che insieme all’acqua sporca (innegabile) che si è trasformata in odio verso l’Europa, odio irrazionale e disinformato, cresciuto nei bassifondi di una società di sobillati da media sfascisti, venga gettato anche il bambino? Non dimentichiamo infatti, che per anni i media hanno fatto di tutto per scambiare la percezione della realtà con la realtà.

Sono sbagliate le attuali politiche sul lavoro e sul welfare così impostate? Esistono strade alternative? Siamo certi che queste alternative nel lungo periodo non consegnino ai nostri figli un paese ancor piu’ povero e indebitato?

Matteo Renzi ha commesso in proprio degli errori risultati fatali: fu il primo ad avviare la polemica contro l’austerità, minacciando ritorsioni contro l’Europa e quindi offrendo credito alle strampalate teorie fatte circolare e portando in defintiva acqua al mulino dei sovranisti. Fu lui ad umiliare l’establishment europeo con nomine discutibili, ed infine a sprecare in mance elettorali l’ammontare di risorse che l’Unione aveva riconosciuto all’Italia, in nome della flessibilità di bilancio, come risarcimento dell’essere in prima linea nell’accoglienza dei profughi. 
Non peccati gravi, ma scelte sbagliate di sicuro. Se bastasse silurare Renzi per recuperare consenso, sarebbe un gioco da ragazzi. Il sospetto, fondato, è che non sia così facile come cambiare un leader che non è piu' manco segretario.

Oggi il consenso si gioca tutto sul problema migranti. E’ bene che si comprenda subito che nelle periferie, in cui tutti i dirigenti del PD sognano di tornare, ormai si conosce solo questo concetto : “fora i negher”, considerati causa di tutti i mali e concorrenti diretti nella miseria. 
E la vicenda Aquarius, riconoscetelo, è stata giocata bene, con irresponsabilità, cinismo e molta fortuna (l’arrivo dei socialisti in Spagna), ma quella vicenda ha accresciuto il consenso: non dimenticatelo prima di andare a parlare nelle periferie.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0