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Etica e politica

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Etica e politica

Circolo artistico, Arezzo venerdì 8 giugno: “Etica-mente. Dialoghi e pensieri per il presente 2018”. Comune di Arezzo e Associazione Castelsecco, in collaborazione con il Dipartimento di scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’università di Siena.

Etica e Politica. Una sfida non da poco coniugare questi due termini e voler ragionare sulla loro attualità   E naturalmente nel dibattito è  finito, sotto la lente di ingrandimento, lo stato di salute della Democrazia in Italia. Perché qui stiamo.

Ai due relatori, l’ex onorevole Marco Follini e l’intellettuale Marcello Veneziani, l’arduo compito di riabilitare il governo della polis  sotto la categoria filosofica, senza apparire dei vecchi soloni o dei visionari.

Per Veneziani, la politica può  avere una valenza etica solo  quando riesca a formare una comunità. Non formano comunità lo scambiarsi opinioni sui canali multimediali; non formano comunità, parola che deve declinarsi in società, fino ad identità dello Stato-Nazione, neppure la rivolta, seppur democratica, contro i vecchi schemi della politica e dei partiti del passato.

Il motivo del perché le nuove formazioni politiche non riescano a dar vita a società è - secondo Follini - nel l’errore degli uomini politici odierni di affannarsi nella ricerca del consenso, promettendo quello che il popolo chiede senza il coraggio di farsi guida dei cittadini, anche quando ciò dovesse comportare il prendere decisioni impopolari.

Veneziani se la prende con l’ignoranza che a tutti i livelli: giornali, politica, professioni, ha dismesso la cultura in un armadio delle robe vecchie e inutili, dimenticandosi del suo glorioso passato.

Certo nelle parole dei due relatori c’è una, neppure troppo velata, critica al successo elettorale e al metodo di selezione dei politici del “Movimento 5 stelle”, ma se Follini ne intravede già l’insuccesso arrivati al potere, Veneziani spera nel miracolo che potrebbe prodursi dalla loro totale mancanza di paura di gettarsi nell’agone, provocando magari,  “conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali» positive.

Ma anche il Miracolo non ridarebbe agli italiani quel senso di comunità, essenziale alla democrazia nella sua accezione più profonda. E’ noto che Veneziani veda quale unico appiglio al disgregarsi totale delle nostre società, il ritorno a quello che lui chiama “Il Mito”, ossia l’origine prima della nostra identità: di popolo in questo caso.

Sostiene Veneziani che una semplice, se pur anche funzionale applicazione di regole contrattuali e diritti contro  doveri  dei cittadini, non può esser sufficiente allo scopo di dar vita ad un gruppo che accetti di vivere insieme con un progetto comune e un futuro.

Il diritto è una scienza sottovalutata, eppure nella sua essenza è proprio quella ricerca di “Verità” e dell’“Onore” che Veneziani ritiene necessari alla vita politica. Regole chiare e semplici, terrebbero insieme, meno conflittualmente, la nostra società, oggi profondamente mutata dall’arrivo e dalla permanenza sul nostro territorio di un melting pot di culture non facilmente conciliabili nel breve periodo.

 

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