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DANNI DA UNGULATI, “A PAGARE IL CONTO” SOLO GLI IMPRENDITORI AGRICOLI

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DANNI DA UNGULATI, “A PAGARE IL CONTO” SOLO GLI IMPRENDITORI AGRICOLI

Riserva Sasso Simone e Simoncello, danni provocati sulle superfici a pascolo di oltre il 50% Da un’analisi effettuata su trentadue imprese agricole interessate, risulta una superficie danneggiata di circa 500,00 Ha

 

 

La Coldiretti aretina sollecita ancora una volta la Regione Toscana per chiedere con forza subito azioni incisive per il  contenimento del  numero degli ungulati ed operazioni di monitoraggio, in particolare all’interno del parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello e nelle zone limitrofe, affinché i danni all’agricoltura che delineano una situazione di vera drammaticità e di preoccupazione non arrivino al collasso estremo.

La lettera, ultima di una lunga serie, fa seguito ad un incontro tenutosi presso la sala comunale di Sestino, molto partecipato dalle aziende agricole. “Durante la riunione – spiega il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli -  sono state acquisite trentadue segnalazione di rilevanti danni alle colture agricole, da parte di ungulati, per un totale di superficie danneggiata di circa 500,00 Ha, i numeri sono disastrosi e riportano ad a stato di vera tragedia”.

Per una verifica dei danni provocati alle coltivazioni sono stati effettuati dei sopralluoghi su terreni che fanno parte del Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello e su terreni adiacenti.  In  particolare la verifica ha interessato terreni investiti a prato pascolo destinati  prioritariamente alla produzione di fieno reimpiegato in ambito aziendale ad uso zootecnico. Nel corso del sopralluogo sono state scattate decine di foto che documentano i danni provocati dagli ungulati e nello specifico dai cinghiali,  causati dall’attività di rooting con l’evidente distruzione del cotico erboso e la creazione di buche.

“Si parla di due tipologie di danno – afferma Marcelli - un danno diretto, perchè riduce fortemente la produzione di foraggio e richiede l’esecuzione di operazioni  di livellamento del terreno con l’utilizzo di strigliatori e la risemina del prato pascolo e un danno indiretto, che consiste nella diminuzione dell’appetibilità del foraggio in quanto si trova inclusa una importante frazione terrosa”.

“Otre al danno economico  per la mancata produzione di fieno e la ricostituzione dei pascoli, che in alcuni casi ha ridotto del 100% la produzione – illustra il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - si è constatato che l’azione di rooting ha determinato in alcuni punti degli smottamenti con evidenti rischi idrogeologici per il territorio montano. Si stima una valutazione economica delle superfici a pascolo di danni per oltre 200 mila euro della produzione di fieno sul campione di aziende. Chi paga questi danni?  - prosegue il Direttore Rossi – le nostre imprese sono oramai scoraggiate e non effettuano nemmeno più la segnalazione dei danni. In assenza di un intervento serio e concreto da parte delle istituzioni per fronteggiare e prevenire il proliferare degli ungulati attraverso un’operazione di contenimento intelligente si andrà verso lo scempio del sistema e del territorio.

La presenza di ungulati nell’intera provincia – prosegue Rossi – è oramai fuori controllo, nelle zone di cui sopra, oltre alla riduzione della produzione di fieno si devono aggiungere i danni alle superfici boschive oggetto di taglio, in quanto questi animali, nutrendosi delle nuove gettate ritardano da tre a cinque anni la turnazione del taglio.

I nostri imprenditori sono  stanchi di promesse e di chiacchiere. Vogliamo con forza – si avvia a concludere il Direttore – che le istituzioni tutte ai vari livelli, contribuiscano fattivamente ad affrontare e risolvere le problematiche che non possono più essere rinviate”.

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