Prima Pagina | Cronaca | Torce rosse sulla cima del monte più caro agli aretini, l’alpe di Poti, illuminando di rosso il cielo per una buona mezz’ora a perenne ricordo e ringraziamento.

Torce rosse sulla cima del monte più caro agli aretini, l’alpe di Poti, illuminando di rosso il cielo per una buona mezz’ora a perenne ricordo e ringraziamento.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Torce rosse sulla cima del monte più caro agli aretini, l’alpe di Poti, illuminando di rosso il cielo per una buona mezz’ora a perenne ricordo e ringraziamento.

La brigata partigiana "25 maggio" si é radunata sull'alpe di poti, come ogni anno a rendere omaggio alla resistenza aretina.




Nell’aprile del ’44 i fascisti pubblicano un ennesimo bando per la presentazione volontaria dei renitenti entro il 25 maggio. Su iniziativa di Donnini, Rosseti e Curina, che si riunirono a casa di quest’ultimo a Palazzo del Pero la notte fra il 28 e il 29 aprile, i partigiani aretini decisero di rispondere con un’iniziativa spettacolare: nella notte del 25 maggio, giorno della scadenza del bando, furono accesi contemporaneamente dei “fuochi sui monti dell’Appennino toscano”. 

Ciò mostrò la forza politica e militare che la Resistenza aveva raggiunto.  

In questa ricorrenza, spiegano gli organizzatori, per ricordare “una delle pagine più belle e romantiche della lotta di Liberazione ovvero la Notte dei Fuochi sui monti dell’Appennino toscano, sono state accese torce rosse sull'Ale di Poti. 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0