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COLDIRETTI AREZZO: STOP ALL’AUMENTO DELL’IVA CON RIPRESA INCERTA. FILIERA ITALIA LANCIA L’ALLARME

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COLDIRETTI AREZZO: STOP ALL’AUMENTO DELL’IVA CON RIPRESA INCERTA. FILIERA ITALIA LANCIA L’ALLARME

l pericolo dell’aumento dell’Iva, riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% L’aumento delle aliquote IVA rischia di alimentare una spirale recessiva che compromette i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi, a fronte di una produzione in crescita, restano ancora al palo

 

Anche dalla Coldiretti di Arezzo arrivano perplessità rispetto i dati sul commercio al dettaglio nel mese di marzo dell’Istat, in calo rispetto a febbraio ma in aumento rispetto allo scorso anno.

“Con la ripresa dei consumi ancora incerta occorre scongiurare il previsto aumento dell’Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione – spiega il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - i dati sui consumi alimentari che risultano in forte crescita del 7,5% rispetto allo scorso anno sono in realtà “falsati” – sottolinea Rossi - da una Pasqua “bassa” che ha determinato l’anticipo a marzo degli acquisti per i tradizionali pranzi per i quali sono stati spesi complessivamente 1,2 miliardi di euro”.

Il pericolo dell’aumento dell’Iva, riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22%.

“Questi numeri – prosegue il Direttore – rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie con la spesa alimentare che risulta la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione ed è quindi un elemento fondamentale per la ripresa dell’economia”.

La Coldiretti Nazionale ha lanciato un allarme, in occasione di Cibus, Salone internazionale dell’alimentazione a Parma, durante il momento di presentazione di FILIERA ITALIA, la nuova realtà associativa che unisce, per la prima volta, la produzione agricola e l’industria italiane per far crescere il nostro Paese difendendo l’eccellenza, l’unicità e l’autenticità del modello agroalimentare italiano.

“L’aumento delle aliquote IVA – afferma il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli -  rischia di alimentare una spirale recessiva che compromette i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi, a fronte di una produzione in crescita, restano ancora al palo. Durante il convegno “Nasce Filiera Italia: alle origini del Made in Italy” – prosegue il Presidente - organizzato per il varo di FILIERA ITALIA che ha al suo centro la difesa dell’eccellenza, l’unicità e l’autenticità del modello agroalimentare italiano, che fonda il suo successo sul legame intimo e virtuoso fra Industria e produzione agricola è stato proprio affrontato questo tema”.

A preoccupare FILIERA ITALIA nell’attuale fase di crisi è la mancanza di una presenza italiana autorevole a livello internazionale dove si giocano interessi rilevanti per l’agroalimentare Made in Italy. Un settore che pesa per il 17% sull’economia italiana e che è la seconda voce del Pil nazionale.

“I tagli al bilancio comunitario, appena annunciati, rischiano di costare cari all’Italia e all’agroalimentare nazionale – afferma Marcelli -  l’impegno di “FILIERA ITALIA” è rivolto, infatti, anche alla difesa delle eccellenze nazionali sui mercati esteri dove si è assistito ad un proliferare di attacchi, dall’italian sounding al sistema di etichettatura a semaforo che si sta affermando in molti Paesi Europei, con effetti distorsivi sulla concorrenza che vanno fermati”.

Un sistema sostenuto dalla lobby della chimica che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole e che hanno reso l’Italia il paese più sano al mondo, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Se le etichette a semaforo sono fuorvianti per il consumatore e discriminatorie sulle reali caratteristiche degli alimenti a danno dei prodotti simbolo dell’Italia, il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo – sottolinea FILIERA ITALIA - ha raggiunto i 100 miliardi sottratti all’esportazioni nazionali.  Una pirateria agroalimentare internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. Un furto di identità che i recenti accordi di libero siglati dall’Unione Europea rischia di legittimare per molti prodotti in numerosi Paesi.

Proprio su questi aspetti i rappresentanti di FILIERA ITALIA hanno incontrato il Commissario all'agricoltura Phil Hogan ospite dello stand della nuova realtà associativa.

 

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