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La sorgente fatta scaturire da San Francesco è “La Traccia” di Vitiano?

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La sorgente fatta scaturire da San Francesco è “La Traccia” di Vitiano?

 

Ad Assisi, nella Basilica Superiore, fra gli affreschi mirabilmente eseguiti da Giotto, che narrano la vita e i miracoli di S. Francesco, ce n’è uno conosciuto come “Il Miracolo della Sorgente”. In esso vi è raffigurato il Santo inginocchiato in preghiera, che fa sgorgare una fonte dalla roccia. Dietro e più in basso c’è un asino con una zampa leggermente alzata e accanto a lui due frati con aria stupita. Accanto alla fonte, un popolano carponi si appresta a bere. Il paesaggio è molto brullo e roccioso a rappresentare un’area montana.

Il miracolo a cui si è ispirato Giotto per l’affresco è stato narrato tra il 1246 e il 1247 da Tommaso da Celano nella Vita Seconda di San Francesco (XVII, 46). Il Santo “voleva un giorno recarsi ad un eremo per dedicarsi più liberamente alla contemplazione”. Questo eremo è stato identificato con la Verna da Bartolomeo da Pisa. Era d’estate, San Francesco era molto debole e ottenne da un povero contadino di poter usare il suo asino. Cammina, cammina, “il campagnolo, che seguiva il Santo arrampicandosi per sentieri di montagna, era spossato per l’asprezza e la lunghezza del viaggio” e non ne poteva più, riarso dalla sete. Si mise a gridare e pregò il Santo di avere misericordia di lui e di procurargli dell’acqua. Francesco scese dall’asino, s’inginocchiò e si mise a pregare con le mani al cielo, rimanendo in preghiera fino a quando non fu esaudito, con la fuoriuscita di acqua dalla roccia. “Su, in fretta - gridò al contadino - là troverai acqua viva, che Cristo misericordioso ha fatto scaturire ora dalla roccia per dissetarti”.

Sono pochissime le località che si contendono la localizzazione di quest’importante miracolo francescano. Una è in provincia dell’Aquila, quindi alquanto lontana dalla Verna, l’altra è la “Traccia di San Francesco”, sopra Vitiano.

Guardiamo la cronologia e altri elementi. Nei primi anni del Duecento, con molta probabilità, San Francesco passò più volte per i Monti di Vitiano. Egli si dirigeva dalle Celle di Cortona alla Verna e viceversa e per compiere questo tragitto utilizzava sentieri di montagna che ne accorciavano il percorso, lo portavano nei pressi di solitarie chiesette e lontano dalle strade più frequentate. Sappiamo che S. Francesco passò diverse volte da Arezzo e almeno tre di queste sono documentabili con relativa precisione: 1211, 1217 e fra il 1217 ed il 1226. Celebre è il miracolo della cosiddetta "Cacciata dei Diavoli" dalla città di Arezzo.

San Francesco fu sicuramente alla Verna negli anni 1215, 1216, 1217 e poi sul finire dell'estate del 1224, quando vi ricevette le Stimmate.

Almeno fin dai primi del Quattrocento esiste a Vitiano la tradizione che vuole S. Francesco passasse dalla località “la Cannella” o “la Traccia”. Il racconto, tramandato di padre in figlio per secoli e secoli, narra che alla Traccia, un giorno, il somarello del Santo fosse arrivato sfinito dalla sete e non si trovasse acqua nelle vicinanze. San Francesco pregò il Signore e ad un certo punto l’animale diede una testata sulla roccia che costeggiava il sentiero ed una zampata in terra: improvvisamente incominciò a sgorgare acqua. Ancora oggi si vede nella parete rocciosa un vuoto che si dice sia l’impronta lasciata dalla testa del somarello, così come sul sentiero, vicino al masso da cui scaturisce ancora l’acqua, si nota un foro circolare profondo una ventina di centimetri e di diametro sui 15 cm.; in fondo ci sono dei forellini disposti sul perimetro, a significare i chiodi del ferro dell’asinello.

In questi secoli la fonte si è spostata di alcuni metri verso sud, rispetto alla sorgente originaria, forse a causa di eventi tellurici e cedimenti interni alla roccia. Anche la quantità di acqua è diminuita, seppur ancora perenne. Dove sgorga attualmente l’acqua, si può notare incisa sulla roccia la data “1841”, che ci dice come almeno da quell’anno già la fonte si fosse spostata qui.

La narrazione continua spiegando che dalla Traccia, San Francesco avrebbe proseguito per San Valentino (una chiesetta a poche centinaia di metri, con qualche povera dimora vicina) e poi per il crinale dei monti sarebbe disceso nella Valle del Bagnoro per proseguire sul Catenaia verso la Verna

Se non possiamo provare il cosiddetto miracolo di S. Francesco e non possiamo affermare con certezza che la tradizione del suo passaggio dalla Traccia e da S. Valentino sia vera, di sicuro almeno quest’ultimo fatto è verosimile e sappiamo come lassù vi fosse un importante itinerario che collegava l’area di Castiglion Fiorentino e di Vitiano con la Valle del Bagnoro e con Arezzo.

Non è da escludere una relazione fra la tradizione della Traccia di Vitiano e il racconto di Tommaso da Celano. Il percorso per la Verna, la zona con scarsità di acqua, l’antichità della memoria.

Sabato 12 maggio p. v., alle ore 14,30 il Centro Sportivo Vitiano, dopo un bel lavoro di ripulitura dei luoghi, organizzerà una camminata alla Traccia di San Francesco e a San Valentino. Vi parteciperà anche il celebre medievista francese, Prof. Jean Pierre Delumeau.

 

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