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Turismo e cultura, prosegue il buio in pieno giorno.

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Turismo e cultura, prosegue il buio in pieno giorno.

Dal nulla fanfaniano al casino ghinellesco.

L'opposizione (Pd e sinistra) contesta, adesso, alla amministrazione Ghinelli le fondazioni su cultura e turismo partorite in febbraio. Dico adesso perchè al momento di votare il Pd aretino non votò contro, vigliaccamente uscì dall'aula: becchi e bastonati perchè si può prima contestare al Pd di non aver fatto niente di simile nell'epoca Fanfani-Macrì e quindi aver avuto paura di opporsi alle mosse del loro (presunto) avversario politico. Pellegrini...........

Due fondazioni che dovrebbero gestire le iniziative culturali ed il rilancio turistico della città. Affidando a privati, sotto controllo e guida della amministrazione, sia la politica culturale, con il personale già comunale -almeno per tre anni-, attraverso la concessione di tutti i luoghi deputati tramite la “rinnovata” Fondazione Guido d'Arezzo, sia il turismo, attraverso la”Arezzo-in-tour” che dovrebbe essere finanziata dalla tassa di soggiorno, da contributi comunali in soldi e personale, da sponsor e quote, da servizi innovativi (le cartine).

Ho molti dubbi: la Guido è un carrozzone dove sono stati piazzati amici di ex assessori, usata per organizzare Polifonico (da sempre), Icastica (di cui non si è mai visto un rendiconto) e altre iniziative da dimenticare; non vedo un sano di mente che ci si butta a capofitto, salvo che per scopi inconfessabili. Ad essa affidano in concessione sia tutti gli immobili e spazi comunali (teatri, gallerie, palazzi) che quelli che il Comune ha a sua volta in concessione (teatro Petrarca fra tutti).

“Arezzo in tour”, secondo l'assessore Comanducci, deve prendere ad esempio una simile agenzia operante per Valencia –Spagna e, usando tutti i moderni mezzi propri di una DMO + DMC (andare a cercarne il significato), affidata ad un esperto, far divenire Arezzo qualcosa meglio della ottava provincia toscana per turismo, attraverso la promozione dell'attrattiva del territorio.

Per capirsi, adesso dietro Arezzo troviamo Calenzano, domani andremo a spendere quasi quanto Lucca e i risultati saranno ovvi (dicono).

Avrà autonomia finanziaria, principalmente basata su

  • ricavo della tassa di soggiorno prevista in 500.000€ nel 2018 e almeno 600.000€ nel 2020,

  • continuando a ricevere circa 480.000€ annui per il trienno 2018-2020 dal Comune che pagherà anche il personale, 208.000€ anno,

  • per quote di “soci” e sponsor 200.000€ nel 2018 (modesti 312.000€ nel 2020),

  • proventi da biglietti (con la fortezza dei bambini a natale) e servizi innovativi (?!) e cartine daranno 40.000€ nel 2018 e 160.000€ nel 2020:

insomma disporrà di 1,44 poi 1,58 e infine 1,78 milioni di euro che verrano usati per 0,94 poi 1,00 infine 1,18milioni di cui complessivi 1,7 milioni nel triennio in nuove attività.

Tutto questo pare molto aleatorio e così deve essere sembrato sia ai revisori comunali che non avevano dato parere positivo che alla Prefettura che non ha approvato l'atto presentatole.

Attualmente ad Arezzo è chiuso il punto di accoglienza turistica privato alle scale im-mobili; è in corso una mostra sotto S.Francesco che non vale un decimo dei tre euro richiesti, secondo me. Mostra che organizzano Polo Museale della Toscana e Munus (quelli delle principali biglietterie di Arezzo), mostra curata da un soprintendente del Mibac (il ministero che ha dato in gestione la basilica di S Francesco proprio a Munus).

Una partenza folgorante per turismo e cultura ad Arezzo nel 2018, insomma.

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