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UBI Banca, una comunicazione ai clienti sfuggita di mano o deliberata?

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UBI Banca, una comunicazione ai clienti sfuggita di mano o deliberata?

 

Indignazione e stupore fra i lavoratori del Gruppo UBI Banca per quanto contenuto nelle recenti comunicazioni che l’istituto ha inviato ai clienti, comunicazioni dove si legge che l’aumento del costo dei servizi bancari dipende anche dall’incremento dei costi del personale, dato che certi servizi necessitano dell’apporto del fattore umano.

La FABI si chiede: una caduta di stile della banca - che sarebbe comunque già grave - o invece una scelta deliberata? Lo capiremo entro breve, quando i sindacati si incontreranno con l’azienda.

Per ora, c’è di sicuro un attacco ai lavoratori, per ora c’è di sicuro che si è fomentata una nuova – grave e pericolosa - guerra fra clienti e dipendenti, mettendo i lavoratori in una condizione difficilissima. Tanto che la FABI si chiede se qualcuno nel Gruppo bancario voglia mettere in discussione le (fino ad oggi) costruttive relazioni sindacali; se qualcuno voglia distruggere il noto senso di appartenenza dei 22.000 dipendenti; se invece – essendo UBI uno tra i più grandi Gruppi bancari nazionali – i banchieri abbiano voluto cominciare a lanciare ai sindacati dei messaggi e degli avvertimenti, in vista della scadenza del Contratto Nazionale di lavoro fissata per fine 2018.

Per la nota vicenda delle obbligazioni subordinate, i lavoratori UBI ex Etruria - di Arezzo ma non solo - sanno bene cosa voglia dire ritrovarsi bersaglio inerme e incolpevole delle ire di alcuni clienti o di alcune associazioni. Questi dipendenti - alcuni dei quali ancora sotto processo per le subordinate - che con entusiasmo, senso del dovere e grande professionalità hanno intrapreso la nuova avventura di UBI, questi dipendenti si trovano ora di nuovo additati in maniera pretestuosa e menzognera.

I lavoratori ex Etruria, in mezzo ad altre mille difficoltà, hanno visto decurtati i loro stipendi in questi anni e hanno subìto pesanti tagli occupazionali.

Le banche, tutte le banche, dovrebbero invece indicare nei prospetti, ad esempio, i costi della governance, degli organismi spesso pletorici, delle consulenze, delle delibere dei Cda che hanno portato alle sofferenze bancarie, altro che additare i lavoratori.

Tornando a UBI, in passato, più di una volta l’a.d. Victor Massiah ha ricordato come l’acquisizione dell’Etruria, assieme a Banca Marche e CariChieti, fosse un’operazione strategica per creare valore e non un salvataggio; e con la ex Etruria, il Gruppo lombardo è entrato con forza in Toscana, dov’era pressoché assente.

Ora, nella nostra regione ha una quota di mercato pari al 4,7% degli sportelli, ma nella provincia di Arezzo questa quota sale a quasi il 20% e lo supera nella quota della raccolta bancaria; numeri degni delle province del nord Italia a maggiore presenza UBI, numeri importanti e da ben coltivare.

Valorizzare e sostenere i lavoratori ex Etruria, le sue filiali e i suoi preziosi insediamenti territoriali, oltre che proseguire con le storiche e costruttive relazioni sindacali, ecco cosa chiede la FABI alla banca; il resto fa solo male a tutti.

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