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I cialtroni, la massoneria e il fumo negli occhi.

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I cialtroni, la massoneria e il fumo negli occhi.

Riflessioni post “inchiesta” tv.

 

Speravo di non avere occasione di riaffrontare l'argomento della diatriba intorno alla massoneria italiana così presto, ma la trasmissione hashtag24 di sky mi invita ad una riflessione, ampia. Presentano la trasmissione come giornalismo, mi pare altro. Nello specifico, un coacervo di bischerate, imprecisioni, protagonismo. Conduce tale Bocca, vicedirettore della testata, assurto all'incarico dopo aver fatto il critico televisivo(!!). Un format per cui in 20 minuti, con tre ospiti, spazio dedicato a schede(?), domande di (presunti) ascoltatori sui social, vorrebbesi spiegare le commistioni (presunte) fra la massoneria italiana e il crimine organizzato secondo i lavori della commissione parlamentare presieduta da Rosi Bindi, persona nota per l'ampiezza di vedute.

Occasione per sparare a zero su una complessa associazione, nata almeno 300 anni fa in Inghilterra. E che -davvero, secondo la mia conoscenza d'una decina d'anni orsono- vede nascondersi al suo interno individui con impuri fini profani, affaristici. Un passato macchiato dalla affaire P2, circolo di potere che negli anni '70 si celava all'interno della principale massoneria italiana. La commissione traeva origine dalla certo sorprendente diffusione di logge massoniche in aree ad alta densità criminale (il trapanese ed il reggino). Non avendo in verità individuato alcunchè, l'attività della Bindi (per cui vale ancora la scomunica inflitta a tutti i massoni nel 1738 da Clemente 12°) si è tramutata in uno scontro sull'accesso agli elenchi degli iscritti, che non sono stati offerti spontaneamente come la Bindi voleva, anzi difesi sulla base delle norme sulla privacy e a tutela delle associazioni. Ricordo come l'elenco dei massoni del Grande Oriente d'Italia (cui faceva riferimento la P2) sequestrato negli anni '80 servì solo per permetterne la pubblicazione in lungo e in largo, con conseguente caccia alle streghe. La legge prevede che solo i magistrati non possano fare parte di tali associazioni. Eventuali inquirenti ne possono disporre l'acquisizione per scopo di indagine, ma le fughe di notizie non costituiscono oggetto di indagine. Colui che è stato segretario della commissione, ospite, un ex socialista approdato poi al Pd, ha fatto intendere che il loro lavoro ha portato alla non rielezione sua e della Bindi: peccato che abbia trascurato di menzionare come le lotte interne al Pd abbiano contato assai di più per la loro non ricandidatura. O la sua vicinanza e poi inimicizia al fu governatore della Campania, Bassolino. O i quasi 30 anni di presenza della Bindi al parlamento.

Ma è lo pseudo giornalismo che sconvolge. Come si può dire che gli elenchi della P2 furono sequestrati a villa Wanda in Arezzo: io ricordo che erano a Castiglion Fibocchi. O dire al massone presente che ha l'occasione straordinaria di fare i nomi dei massoni nei posti apicali delle istituzioni e stupirsi della risposta che non ce ne sono (domanda che in ogni caso non sarebbe stata soddisfatta). O che un certo numero di logge sono state sciolte dalle istituzioni. O che circa 3.000 nominativi di massoni non sono noti. Si confonde, artatamente, chi opera gli scioglimenti e perchè; sui massoni all'orecchio (noti cioè solo ai vertici della associazione), si trascura di spiegare come si individui queste figure, come si giunga a questo numero e come siano noti quelli che non sono ignoti. Difficile lavoro quello del massone ospite che certo non ha brillato per capacità di contrasto: forse era rimasto colpito dalla inutile puntualizzazone dell'essere stato scagionato in una inchiesta giudiziaria circa il Monte dei Paschi, il venticello della insinuazione soffia sempre lasciando intendere che le indagini sono state insabbiate da qualche massone....

Continua insomma l'uso di armi di distrazione di massa che sfrutta la massoneria quale paravento per ben altri problemi. L'incapacità della massoneria italiana di contrastare la frequentazione impropria delle logge è reale, ma non diversa dai molti ambienti che sono usati per scopi simili; scopi tuttavia non illegali in ambito privato. Ma certo inopportuni in massoneria. E profondamente contrari ai valori morali massonici.

Ma addolora vedere come invece di parlare ad esempio delle trame affaristiche di alcuni giudici sardi (notizia fresca) o delle perduranti ed indegne difficoltà dei nostri concittadini terremotati si faccia polverone su altro, con evidente pregiudizio ed ignoranza.

Il giornalismo è altra cosa, secondo me. Forse vivo in una irrealtà, dovrei accettare la perdita di valori etici (e qualità professionali)? Ormai seguo le news solo per ridere delle evidenti cazzate, delle informazioni false o distorte, un po' come credere al valore commerciale delle offerte dei materassi in tv, appunto. Si finisce per chiedersi quali favori abbia fatto qualcuno per finire in quel ruolo. Difficile stupirsi del crollo nella vendita dei quotidiani, se danno spazio a tipi come quell'Iacobino giustamente indesiderato da Casaleggio: Iacobino, l'autore della bufala circa un account che nei suoi articoli su “la stampa” indicava come gestito dal M5S. Questo è il termine di confronto: fra web, social e tv circola sempre più spazzatura di facile presa!

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