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Fraternita dei Laici: puntiamo sulla tradizione per una mission sociale che guarda al futuro

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Fraternita dei Laici: puntiamo sulla tradizione per una mission sociale che guarda al futuro

 

Fraternita dei Laici torna a recitare un ruolo di primo piano nella gestione dei servizi sociali: un ritorno alle origini per la più antica istituzione aretina che “ritrova” la sua storica mission a favore di anziani, minori, persone in stato di disagio e torna a riunire in sé l’aspetto assistenziale, quello di coesione sociale, le politiche rivolte a famiglie e minori, percorsi di educazione civica e di educazione alla cittadinanza. Il tutto da perseguire anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

La relativa delibera di Giunta che dà il via a questa rivoluzione è stata “costruita” di concerto tra il sindaco Alessandro Ghinelli, l’assessore Lucia Tanti e il primo rettore Pier Luigi Rossi. Il tutto con una premessa: la Fraternita dei Laici stava rischiando di snaturarsi in via definitiva a causa delle azioni legate solo ed esclusivamente al tema dei migranti.

“Dopo la Fondazione Cultura e la Fondazione Turismo arriva anche per le politiche sociali un punto di svolta all’interno di una riorganizzazione che finalmente riconosce a Fraternita dei Laici la sua funzione di azienda pubblica di servizi alla persona in collaborazione con il Comune di Arezzo. In questo disegno avranno un ruolo da protagoniste anche le altre istituzioni intimamente legate all’amministrazione comunale, come Casa Thevenin, l’Istituto Fossombroni e la Fondazione Aliotti, in un’ottica di organicità che non perderà mai di vista l’armonia con altri soggetti da sempre protagonisti nelle politiche di coesione sociale” ha detto il sindaco Alessandro Ghinelli.

“E' una mezza rivoluzione, frutto di lunghi mesi di lavoro, per ritornare all'origine del ruolo istituzionale di Fraternita, ossia di braccio forte nelle politiche di coesione sociale. Quindi, sarà di nuovo impegnata nella funzione di supporto agli aretini, vecchi e nuovi, in difficoltà e di sostegno ai minori in disagio, oltre che di integrazione civica dei nuovi arrivati. La Giunta Ghinelli ha sempre fatto del 'prima gli aretini' non uno slogan ma una scelta politica, che si conferma anche in questo caso. Adesso era il momento di riportare Fraternita nell'alveo delle politiche sociali, come le abbiamo in testa noi, come le concepisce l'amministrazione. Si tratta di una ‘terza’ Fondazione, che non ha bisogno di un nome nuovo perché esiste da ottocento anni - ha continuato l’assessore Lucia Tanti. Quindi, alcuni servizi che venivano svolti dalla Casa delle Culture, ossia i percorsi di cittadinanza per i nuovi arrivati, saranno da  giugno costruiti e seguiti da Fraternita. A luglio per la stessa scadrà il bando di gestione dei migranti. E a fine anno riposizioneremo i servizi sociali in piena armonia con chi già collabora con l’amministrazione. Queste le prossime tappe.

Infine, i locali a disposizione di Fraternita, che fino ad ora erano abitati dai migranti, verranno destinati alle famiglie aretine in difficoltà in base ai bisogni emergenti.”.

L'assessore Tiziana Nisini: “ribadisco che il 'prima gli aretini' non è uno slogan, ma una scelta politica concreta. La dimostrazione è che l'abbiamo seguita sia in ambito sociale che abitativo”.

Il primo rettore di Fraternita Pier Luigi Rossi: “sotto al manto della misericordia di Fraternita ci sono sia coloro che sono nati ad Arezzo, sia coloro che ci vivono. I principi fondanti di Fraternita sono la tutela sociale, la carità e la misericordia.

Quindi, il diritto alla misericordia per chi abita ad Arezzo si può realizzare in questa rinnovata progettualità che viene dalla delibera di Giunta che prevede tre aree di intervento, superando la gestione diretta dei migranti. Nuove modalità che realizzano i compiti istituzionali specifici della Fraternita dei Laici. La prima area è quella dell'accoglienza per famiglie e minori in difficoltà, sistemandoli in appartamenti che fino ad ora erano occupati da migranti. Abbiamo la ex Rsu di Mugliano che sarà disponibile dopo la ristrutturazione. La seconda è quella relativa alla prevenzione del disagio sociale, per la quale abbiamo già elaborato un progetto specifico: ‘Cohousing sociali ad Arezzo’. La terza riguarda i servizi a favore dell'integrazione socio culturale e la Fraternita è stata parte attiva nel progetto Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) che la prefettura di Arezzo ha già presentato al Ministero degli interni ”.

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