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Fraternita dei Laici: otto secoli di storia si sono finalmente piegati alle ragioni del populismo

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Fraternita dei Laici: otto secoli di storia si sono finalmente piegati alle ragioni del populismo

Con comunicato criptico, ieri in serata è giunta nelle redazione la voce del sindaco che ci spiegava l'ovvio. Solo stamani l'ovvio ha assunto un valore ben diverso: contro il parere del Consiglio Comunale, che fino a ieri credevo rappresentasse la città, la Fraternita dei Laici dovrà cessare di fare accoglienza a coloro che sono mandati qui dal ministero dell'Interno.

 

Non c’è una sola valida ragione per cui la Fraternita dei Laici non possa partecipare ai bandi che prevedono la possibilità di accogliere anche in questa struttura i migranti, salvo gli interessi di bottega di alcune forze politiche: di quelle che su questi temi hanno vinto e di quelle che su questi temi hanno perso, ma vorrebbero la rivincita.

Non ci sono motivazioni ideali, non ci sono strategie politiche, non c’è neppure l’interesse della municipalità, anzi il contrario. C'è solo un manipolo di consiglieri che hanno saputo giocare bene la loro forza per piegare la volontà dell'intero consiglio. 

Chiariamo un punto: a prescindere dal fatto che si possa accettare o meno la presenza di queste persone, non è nelle facoltà dell’amministrazione comunale respingere questi arrivi. Non dipende dalla volontà della città, che può solo limitarsi ad accogliere quelli che attraverso le prefetture il ministero dell’Interno manderà qui.

Per questo il Consiglio Comunale aveva deciso ad ottobre, che le presenze nel territorio fossero controllate e gestite con professionalità da chi lo sa fare, ma soprattutto da chi, con i denari provenienti dall’assegnazione del bando, farà investimenti per la città.

La Fraternita dei Laici in questo senso ha sempre svolto un lavoro eccellente e avrebbe potuto essere il metro di paragone per tutte le altre cooperative che fanno questo tipo di attività.

Questa mattina, per volontà di una parte della maggioranza, e contro il voto del consiglio comunale che aveva sostenuto la politica della Fraternita, il sindaco ed il primo rettore ci hanno fatto sapere che questa istituzione si ritira dall'accoglienza.

Mentre le cooperative di ogni colore, bianco, rosse e rosa a pallini gialli stanno già in queste ore stappando lo spumante, gli immobili della fraternita torneranno vuoti e i migranti qui accolti dovranno prepararsi ad integrarsi molto piu’ nel tessuto cittadino, perché saranno assorbiti dalle cooperative che qui operano.  

Una brillantissima operazione di marketing pre/elettorale, che non cambierà nulla se non in peggio la situazione dei migranti, accentuando se possibile le difficoltà di gestione e integrazione, escludendo dalle casse pubbliche almeno un milione di euro lordi a favore dei privati.

Adesso anche le parole del sindaco alla trasmissione della Conchita, assumono una logica e certamente una maggiore nitidezza, così come l’operazione della Casa delle Culture, la cui attività sarà affidata - lo scopriamo oggi - alla gestione della Fraternita: per evitare che il buco di bilancio apertosi a seguito della volontà del Cremlino, diventi una voragine.

Una domanda resta eccheggiante come un'eco nel vuoto dei sacri palazzi: cui prodest? Cercheremo  la risposta. 


 

 

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