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Ghinelli, lo strappo e la toppa: dove la toppa è peggio dello strappo

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Ghinelli, lo strappo e la toppa: dove la toppa è peggio dello strappo



Appare un lungo comunicato stampa a difesa del sindaco aretino Ghinelli dopo le sue parole alla trasmissione “fuori Roma”. Non mi ero occupato troppo di dette affermazioni di Ghinelli, divenute oggetto di commenti avendo egli addossato alla locale Lega la colpa di resistere ai cambiamenti e per la chiara espressione della poca voglia di Ghinelli di ricandidarsi alla carica.
Ma il comunicato mi ha solleticato, poiché stigmatizza "reazioni e considerazioni tutto sommato improprie": casomai sono improprie le parole e l'immagine che Ghinelli offre di sé. 
Non è la prima volta che Ghinelli dinanzi a microfoni nazionali se ne esce con parole improprie: già alla prima disse che c'era un buco nelle finanze comunali, salvo poi ringambare.
Ora si descrive come serio, onesto, abituato a dire la verità, uomo che ha portato serenità, dignità. Separo l'uomo dal politico perche è il secondo cui devo fare le pulci, avendo partecipato alla campagna elettorale 2015 come suo competitor, avendo dovuto ingoiare le promesse che poi non ha mantenuto. Alfiere del cambiamento, così si descriveva. Io non l'ho visto quel cambiamento. 
E leggere che la responsabilità dell'insuccesso del Ghinelli è dovuta alla legge Bassanini mi conferma come la sua campagna elettorale si basasse su promesse infingarde, al pari del suo mentore Berlusconi. Perchè la Bassanini c'era da prima delle elezioni, chi si candida dovrebbe conoscere lo stato dell'arte. Se lo ignora e contravviene alle promesse, fallisce.
Se non riesce ad incidere sulla macchina comunale dopo aver promesso mari e monti, fallisce.
Se addossa la colpa del proprio fallimento agli atti unilaterali del governo circa i migranti, fallisce.
Se in ogni momento di difficoltà incolpa quanto ha “ereditato”, si faccia da parte.
Politicamente l'amministrazione Ghinelli non è un successo: certo anche dovuto alle forze componenti la coalizione, ma lui l'ha voluta. 
Alcuni supporters di Ghinelli sono per me Amici, amici e conoscenti -non ho mai nascosto che sono più vicino a quella area politica che a quella della sinistra-, ma preferivo il Bracciali come sindaco.
Quale cittadino non avevo dubbi che troppe fra le promesse elettorali di Ghinelli non si sarebbero avverate, mi sarei divertito assai più a vedere Bracciali starnazzare contro i moloch del suo partito -che infatti lo hanno ostacolato.
Resta il fatto che Arezzo dopo aver subito danno e beffa per BEtruria, ora vede pezzi dell'economia locale affondare. Cosa resta dopo che una parte della maggioranza comunale ha sostenuto una campagna denigratoria per la città andando ad applaudire Salvini e Co che dipingevano Arezzo quale città degli inciuci e intrallazzi della famiglia Boschi (a proposito, Salvini non nomina più la Boschi tutti i santi giorni)? Il deserto. 
Certo le precedenti amministrazioni hanno avuto un atteggiamento sodale con chi ha approfittato della città, ma il sindaco Ghinelli non si è distinto nel difenderne l'onore e sovvertirne gli esiti. A meno che non si ritenga sufficiente dire ai media locali che Arezzo non era città di allocchi. Ma nulla accadeva sul piano sostanziale, anche le diatribe che puntualizzavano la distanza con altre figure istituzionali aumentavano l'isolamento cittadino di cui tutti noi soffriamo. L'azione di governo ha visto la mera sostituzione degli amministratori del Pd con supporters di Ghinelli, ma non è il cambiamento che veniva predicato in campagna elettorale. La musica resta uguale. 
Che la Lega aretina non abbia figure di sostanza si conferma dal doppio incarico della Nisini: indire una conferenza stampa a difesa dell'operato della Lega sotto la bandiera del granducato di Toscana la dice tutta. Ma tale è il socio di maggioranza di Ghinelli.
Quanto accaduto in SEIToscana o il rapporto con NuoveAcque non sono fiori all'occhiello di Ghinelli. Credere di compensarli offrendo alla Rai filmati del sindaco pilota di aerei o paracadutista esemplifica la mancanza di risultati, mancava solo il sindaco esploratore o motociclista. Come il Fanfani (l'attuale minor, non il fu maior) pittore o poeta o ciclista o pulitore della piazza sotto casa. 
Propaganda per le casalinghe di Voghera. L'ammistrazione Ghinelli pare solo la versione odierna del panem et circensem, però a pagamento, a favore della associazione commercianti.
Anche la partita intorno ad altri consessi istituzionali merita un approfondimento, alla prossima.

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