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I liberali non fanno autocritica ma tesoro delle esperienze

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I liberali non fanno autocritica ma tesoro delle esperienze

 

Non dico che mi aspettassi di non passare con queste percentuali ma, avendo fatto qualche campagna elettorale in questi anni, sapevo che l'entusiasmo interno e l'attenzione mediatica raramente si trasformano in voti.

Sicuramente spiace non esser riusciti a raggiungere il 3% a livello nazionale, ma sappiamo che almeno 4 parlamentari di +Europa siederanno nella XVIII Legislatura: Bonino, Magi, Tabacci e Fusacchia. Pur nel casino di queste elezioni, sicuramente sono un prezioso avamposto.

Più Europa è nata tardi, senza fusioni, calde o fredde, aveva poche persone con visibilità nazionale o storia politica alternativa, molti dei candidati si son conosciuti strada facendo (io in Toscana e Lombardia son stato fortunato a incontrare persone generose, entusiaste, interessate e molto simpatiche) ma, malgrado ciò, è riuscita a comporre un programma che, nella sua onestà e integrità intellettuale, componeva proposte di storica matrice radicale con riforme utili e necessarie per l'oggi tutte con copertura e aggregate all'ombra della bandiera dell'Europa. Un'Europa che deve esser sempre più Europa ed europea e che non deve far ombra ma luce. Il risultato a queste elezioni politiche non può che essere una semina. Oggi è una semina prevalentemente metropolitana, domani chissà. Se si fa politica non ci si demoralizza la prima volta che si è sconfitti alle urne ma ci si guarda attorno, fruga in tasca e si riparte.

Detto questo, secondo me la situazione è meno grigia e molto più fluida di come la si dipinge. Certo, come ha scritto Marco Cappato in un post stamani ha vinto -Europa, ma è un anti-europeismo con pericolosità variabile.

Non ritengo, non l'ho mai fatto, che il Movimento 5 Stelle sia il male assoluto e il motivo per cui occorra inorridire davanti ai risultati di queste elezioni. Non ne conosco moltissimi ma quelli con cui ho avuto maggiore frequentazione (non sono parlamentari) son persone serie, competenti e in gamba. I pochi parlamentari che ho incontrato in questi anni mi son sembrati preparati per i motivi per cui li incontravo, digiuni di storia politica di questo paese e con poca visione aperta, ma c'è di molto peggio in giro.

Il Movimento 5 Stelle ha il pregio di avere, finalmente, laicizzato la politica, sia perché ha definitivamente chiuso la porta del palazzo alle ingerenze vaticane, sia perché ha scardinato consorterie e consociazioni, sciogliendo il doppio legame con un piccolo mondo antico che non c'è più. E' probabilmente l'unico partito sinceramente e orgogliosamente ambientalista, per esempio. Allo stesso tempo ha grossi problemi colla scienza. Molti messaggi che li caratterizzano son frutto di ignoranza tecnica e di eccesso di ricerca del consenso, ma fa parte dei partiti di massa. Vi sfido comunque a trovarmi, anche all'interno di +Europa, una maggioranza di candidati in totale aderenza a tutte le proposte e visioni del programma liberale elaborato.

Questo non vuol dire che siano la risposta necessaria ai problemi strutturali dell'Italia ma, sicuramente, tra le tante cazzate che dicono, io intravedo una sincera voglia di fondo di voler fare qualcosa di diverso, e utile, da quanto abbiamo "subito" in passato. Io temo che non siano all'altezza, e non solo dal punto di vista delle proposte - che comunque son cambiate nel corso degli anni - sia per la totale mancanza di "personale politico" (che non è costituito dai politici di professione). Sia perché a un partito del 33%, con picchi del 60% al sud, sicuramente si avvicinerà di tutto.

Non posso affermare la stessa cosa della Lega o di Fratelli d'Italia naturalmente, e ritengo che questi due movimenti abbiano in comune coll'M5S solo i toni demagogici, ma non il merito delle proposte (e non solo perché nel programma dei grillini c'è la legalizzazione della cannabis ;-).

Forza Italia è una mummia che cammina e il PD un campo minato dove le mappe degli inneschi ormai non le conosce più nessuno.

Con questi chiari di luna, e con programmi dei vincenti piuttosto incompatibili, solo una vecchia volpe della prima Repubblica può trovare una soluzione che può esser, giocoforza, solo transitoria.

La soluzione, forse l'unica, che intravedo (ma alla mia età la vista inizia a calare), e per certi versi auspico, prevede personalità con reputazione di terzietà alla presidenza delle Camere e un governo di minoranza del Movimento 5 stelle con PD e LeU che garantiscono il numero legale (e abbassano il quorum) quando necessario. Un governo che, a parte le scadenze istituzionali, riformi la legge elettorale (e temo che senza il quorum, di dubbia costituzionalità, non avremo mai più un governo) e ci accompagni a elezioni tra un anno, un paio di mesi prima delle elezioni europee.

Nel frattempo ci potrebbe scappare anche qualche altra riforma, magari in materia di diritti civili.

A me l'espressione "resa dei conti" non è mai piaciuta, ma immagino che al Partito Democratico sarà difficile non fare autocritica - dopotutto, non essendo purtroppo liberali, loro son abituati a farla ;-) mentre non mi pare abbiano imparato a far tesoro delle esperienze.

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