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Il presidente della Cei Cardinal Bassetti ad Arezzo per la Madonna del Conforto

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Il presidente della Cei Cardinal Bassetti ad Arezzo per la Madonna del Conforto

 

Incontrando i giornalisti, nella conferenza stampa nel Palazzo vescovile, affiancato dal vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, il presidente della Cei affronta subito la questione rappresentata dal processo a Marco Cappato, stimolato al volo da una domanda del corrispondente di Avvenire.

Naturalmente Bassetti nega ogni apertura all’Eutanasia, ma fa premesse importanti parlando del fine vita e della possibilità di ricevere trattamenti contro il dolore anche in grado di accellerare la naturale agonia. Un discorso complesso ma interpretabile secondo una logica ferrea: quella dell’amore verso l’essere umano.

Poi aggiunge subito, a chiarire bene: «Come Chiesa diremo sempre “no” a ogni forma di eutanasia». Poi cita papa Francesco spiegando che «deve prevalere l’anima del Buon Samaritano, ossia dell’accompagnamento del malato o di chi è in condizioni di stato vegetativo lenendo il più possibile il dolore».

Tocca quindi, anche se marginalmente, la campagna elettorale e chiede di «abbassare i toni» e di «stare accanto alla povera gente che va ascoltata - evitando - promesse elettorali che sappiamo fin dall’inizio che non saranno mantenute. Perché tutti riusciamo a fare due conti e siamo in grado di comprendere quando le promesse sono irrealizzabili». Quindi il richiamo a governare e amministrare l’Italia con «lo stile del buon padre di famiglia» visto che «c’è bisogno più che mai di lavoro» e il Paese «va rammendato».

Un accenno anche al caso di Pamela a Macerata: «I fatti non vanno strumentalizzati. I media sono chiamati a pacificare gli animi, non a esasperarli. Si deve unire nella verità e ripeto nella verità. Mai dividere perché proprio la parola “diavolo” ha in sé il riferimento alla divisione».

In ultimo torna sul pericolo del clericalismo, argomento che aveva toccato anche nella omelia della messa pontificale: è «il contrario della comunione, perchè si traduce in una Chiesa che punta ai posti di potere». 

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