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Questa legge elettorale "è una schifezza"

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Questa legge elettorale "è una schifezza"

Tra l’immaginare una legge elettorale e vederla realizzata, c’è la stessa differenza che c’è tra il progettare un’auto e provarla poi su strada.

 

Nella drammatica notte della scelta delle candidature lo stesso Matteo Renzi ha sbottato: "Che meccanismo complicato!". Ma qualcuno racconta che abbia anche aggiunto:“Sto Rosatellum è una schifezza”.

L’affermazione pare sia sfuggita allo stesso Renzi quando si è trovato alla prova su strada del progetto che era stato solo immaginato al momento della sua approvazione. Scritta male, concepita peggio, piena di trappole, incastri che non funzionano, ha messo tutti i partiti di fronte a difficoltà enormi, facendo perdere sonno e serenità alla base attiva degli stessi.

Ed infatti è difficile trovare un parlamentare o un politico di qualunque schieramento che tessa le lodi della neonata legge elettorale. E’ facile immaginare che se questa legislatura non dovesse vedere la sua fine naturale (alta la probabilità che succeda) il Rosatellum potrebbe ballare una sola estate, ma la vera paura è che potrebbe soltanto peggiorare.

Passata quindi disastrosamente per la prima prova del fuoco, la formazione delle liste dei candidati, la legge elettorale attende ancora il passaggio più significativo, quello del voto del 4 marzo. Ogni legge infatti produce i suoi guasti: piccoli o grandi che siano non mancano mai, spesso diversi da quelli ipotizzati. Ma se il voto non darà un vincitore netto, le possibilità che si tenti di riformare la riforma sono alte.

Se il centrodestra dovesse prevalere, conoscendo ormai bene quali siano i desiderata di Silvio rispetto agli eletti (solo persone nominate) difficilmente metterebbe mano alla legge elettorale. Ma se il Parlamento si trovasse in una situazione di stallo come indicano i sondaggi (sondaggi a cui però do la stessa affidabilità di quelli fatti al bar della Nena) il discorso cambierebbe. Se invece il parlamento si avviasse alla possibilità di creare un governo, si dovrebbe aspettare che la natura abbia fatto il suo corso (vista l’età di certi leader cosa assai probabile) prima di poter rimettere mano alla legge elettorale.

A nulla è servito aver raccolto in un battibaleno un milione e duecentomila firma contro il Porcellum, contro il parlamento dei nominati e i suoi guasti, a nulla lo sciopero della fame di Giachetti, a nulla il tentativo di ristabilire il Mattarellum con la mozione a firma dello stesso Giachetti, a cui i grillini dissero SI in aula (che nonostante tutto è considerata la miglior legge elettorale che abbiamo avuto). Lo schema del parlamento dei nominati, torna come un mantra da cui sembra impossibile liberarsi.

Tutti ora dicono di non volere un governo di larghe intese, cosa a cui credo poco, ma se si dovesse ipotizzare un ritorno al voto in tempi rapidi con la stessa legge che ha permesso e facilitato l’ingovernabilità, sarebbe come giocare con la democrazia alla roulette russa. Nonostante questo e dando spazio alla fantasia, ma ricordando le esperienze vissute in questi anni, i problemi del Rosatellum saranno risolti solo peggiorandola ancora.

Al peggio non c’è mai fine. Purtroppo! 

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