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VIA LIBERA ALL’ ALLUNGAMENTO DELLA CONCESSIONE A NUOVE ACQUE. SINDACI IRRESPONSABILI .

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VIA LIBERA ALL’ ALLUNGAMENTO DELLA CONCESSIONE A NUOVE ACQUE.  SINDACI IRRESPONSABILI .

 

Per quasi due anni abbiamo contrastato gli sviluppi di questo osteggiato provvedimento evidenziandone  puntualmente  lacune, criticità e sottesi tornaconti  ma dobbiamo  ammettere  di  non avercela fatta a raggiungere l'obiettivo di bloccare l'operazione ,  nonostante fossimo riusciti via via  a coagulare  attorno alle nostre rivendicazioni molteplici  espressioni contrarie  alla proroga  provenienti  da   cittadini,  famiglie, associazioni, imprese , partiti politici e pubblici amministratori .

Ieri  a Firenze si è svolto il previsto secondo atto con l'infausto finale della ratifica in assemblea AIT della decisione presa 12 giorni fa ad Arezzo  per volontà dei “primi cittadini” di 19 Comuni che messi tutti assieme rappresentano  solo un terzo della popolazione del  territorio  gestito da Nuove Acque,  nonostante la contrarietà opposta da Sindaci che di quella popolazione  ne rappresentano la metà.

Nell’assemblea AIT per il SI' alla proroga  della concessione si sono ostinatamente schierati  i Sindaci di Foiano della Chiana, Bibbiena e Montepulciano cui hanno fatto sponda i Comuni di : Siena, Monteriggioni, Rapolano Terme, Castelfiorentino, Massa Marittima, Capannoli, Ponte Buggianese,, Poggibonsi, Pisa e  San Miniato.

Hanno votato  NO alla proroga  sei  Comuni:  Arezzo, Sansepolcro, Montevarchi, Grosseto, Volterra e Sesto Fiorentino.

Nove i Comuni che si sono astenuti : Laterina-Pergine, Pontassieve, Firenze, Pistoia, Camaiore, Viareggio, Barberino Val d'Elsa, Lucca e Capannori .

Massa e Carrara non si sono presentati , mentre Il rappresentante del Comune di Livorno se n'è andato prima del voto.

Sulle responsabilità dei Sindaci dell’area aretina che con il proprio voto hanno spianato la strada ai veri beneficiari del prolungamento della concessione del servizio idrico a Nuove Acque , i francesi della Suez , ci ripromettiamo di chiedere a chi di competenza se nel loro comportamento sia ravvisabile  il dolo per implicito  danno a carico dell’interesse collettivo. A  parziale discolpa dei Sindaci  dobbiamo però ammettere di aver quasi sempre potuto rilevare in essi l’assenza dell’elemento psicologico sufficiente ad incardinare la responsabilità amministrativa, in un  procedura assistita da garanzie i cui  eventuali vizi appaiono di difficile percezione da parte di un  “non addetto ai lavori”.

23 gennaio 2018                                                 

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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