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Forse il “Sì” alla proroga a Nuove Acque è figlio di scarsa competenza .

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Forse il “Sì” alla proroga a Nuove Acque è figlio di scarsa competenza .

 

La nota  congiunta diramata  l'altro ieri dai 14 sindaci schierati in  favore del prolungamento di 3 anni e mezzo della concessione a Nuove Acque contiene ricostruzioni  bugiarde sugli sviluppi della vicenda, a partire dalla collocazione temporale dell’avvio di questo percorso che era iniziato ben prima del luglio 2016 e non  per iniziativa dei Comuni  che viceversa si ritrovarono a dover far propria una proposta partorita dall'apposito “pensatoio” di Nuove Acque  e  sviluppata  di comune accordo con i  “buoni uffici “  dei burocrati addetti all' Ente di Governo  d'Ambito, l'AIT .

Ne è prova il fatto che l' 11 luglio 2016 ai  Sindaci riuniti nella  Conferenza Territoriale  venne consegnata  dai funzionari AIT sia la documentazione  per l'approvazione del  Piano Tariffario 2016-2019, con  relativo Piano degli Interventi programmati fino al  2024 ,  sia la documentazione  con il nuovo Piano Tariffario e quello degli interventi relativo al periodo 2016-2026.

Non è vero che furono i Sindaci a chiedere  72 milioni di maggiori investimenti , era già stato tutto preordinato e confezionato compreso il testo dell'atto di indirizzo da far loro approvare per autorizzare il Direttore AIT a fare richiesta a Nuove Acque di proporre il “nuovo Piano” esteso , allora, fino al 2026.

Non è affatto vero che per gli anni a venire sia contrattualmente previsto l'aumento del 5% annuo  e che con l'allungamento della concessione  e l'ipotizzata “stabilizzazione delle tariffe” ( che consiste nell' aumentarle annualmente dell'  1,5%  fino al 2027 )  i contribuenti-utenti avrebbero un risparmio di almeno  2 milioni all'anno, poiché , viceversa,  mantenendo il Piano attuale , le tariffe registrerebbero un incremento  annuo del  5% nel  biennio 2018-2019 (+ 4 Milioni) ma dopo subirebbero un pari decremento nel biennio 2020-2021 (- 4 Milioni) con la differenza che , senza allungamento della concessione e con il Piano attuale vigente, nei 3 anni successivi  gli utenti-contribuenti  si vedranno applicare tariffe decrescenti  del 14,5% nel 2022, del 13% nel 2023 e del 7,5% nel 2024,   ottenendo un risparmio totale di oltre  16 Milioni . 

Non è vero che l'allungamento della concessione permetterebbe la rinegoziazione dell'attuale debito  residuo del Project Financing (40 milioni) portando un risparmio complessivo di interessi  di almeno 4 Milioni  perché se  anche  Nuove Acque  ottenesse da altro istituto di credito  un nuovo finanziamento  al tasso di interesse del 2% , dovrebbe aggiungere ai  40 Milioni  di capitale da rimborsare a  MPS  almeno  altri  4 Milioni   per l'estinzione anticipata del contratto di Swap sottoscritto con  Dexia Crediop  a copertura del rischio sui tassi  e questo vanificherebbe  il  conseguimento del risparmio ipotizzato dai Sindaci.

Rimandando ad altre occasioni  l'opportunità di confutare le ulteriori incongruenze insite nella nota diramata dai 14 Sindaci  che , ricordiamolo, hanno votato per il  prolungamento della concessione,  possiamo convintamente affermare che  così facendo hanno disatteso il  compito che dicono di  aver inteso svolgere  a tutela dell'interesse dei propri concittadini.   

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