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Potere al Popolo: vergognosa la proroga a Nuove Acque Interessi e diktat di partito più forti della democrazia.

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Potere al Popolo: vergognosa la proroga a Nuove Acque Interessi e diktat di partito più forti della democrazia.

 


La proroga della concessione del servizio idrico a Nuove Acque dal 2024 al 2027 è un atto di arroganza che molti sindaci dell'area aretina (più una parte di quella senese) hanno perpetrato nei confronti di molti loro stessi cittadini che in occasione del Referendum del 2011 si erano espressi per una gestione dell'acqua pubblica e alternativa a quella dell'attuale modello in corso; un modello tecnicamente misto (pubblico e privato) figlio di una insana commistione tra politica, enti sussidiari, grandi colossi privati e mondo della finanza. Un sistema nato appositamente per coltivare gli interessi dei privati amici del "Partito" che finisce inesorabilmente per calpestare le esigenze e le istanze dei cittadini.

Oltre alla delusione per l'esito della votazione, quanto successo ci fornisce comunque l'occasione per capire dove sta il confine tra chi cerca di superare l'attuale modello (seppur con strategie e idee diverse) e tutti coloro che continuano a difenderlo ostinatamente come i comuni che hanno votato in favore della proroga, tra cui: Foiano, Poppi, Castel San Niccolò, Cortona, Pratovecchio e Stia, Civitella in Val di Chiana, Sestino, Castel Focognano, Talla, Chitignano, Marciano della Chiana, Laterina-Pergine e Bibbiena, oltre altri della Val Di Chiana Senese. Ad esempio significativo, invece, è rilevare che nella votazione i comuni che si sono schierati contro sono: Arezzo, Sansepolcro, Anghiari, Monterchi, Ortignano Raggiolo e Subbiano.

Da questo punto di vista sarà interessante leggere nero su bianco i verbali dell'ultima riunione dove alcuni comuni della Valdichiana addirittura hanno fatto veri e propri encomi a Nuove Acque e al modello di gestione idrica misto. Meglio così, almeno ora potrà essere chiaro chi politicamente si impegna in favore dell'acqua pubblica e chi invece continua a prendere in giro i cittadini.

Sempre in relazione alla proroga, segnaliamo che anche da un punto di vista procedurale si è provveduto ad accogliere una proposta (formulata dal gestore) senza alcun dibattito politico e senza passare dai vari consigli comunali: si è scelto impropriamente di forzare i tempi, senza considerare che una concessione che ai tempi (nel lontano 1998) venne votata nei consigli comunali, avrebbe dovuto essere ridiscussa all'interno delle stesse assise prima di essere modificata. Così purtroppo non è stato e ancora una volta a pagarne le spese è stata la democrazia.

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