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Il voto su Nuove Acque si sta trasformando in un groviglio giuridico potenzialmente esplosivo

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Il voto su Nuove Acque si sta trasformando in un groviglio giuridico potenzialmente esplosivo

Si comincia ad intravedere l'ombra di una figura ben nota nel diritto privato: il " falsus procurator ": colui che agisce come rappresentante senza averne i poteri e, sempre in tale veste, conclude un contratto (o altro)

 

Due sono gli argomenti principali da analizzare, anche se molti di piu’ sarebbero gli aspetti da sottolineare.

Il primo. E’ ammissibile una proroga di un contratto di appalto evitando di fatto la messa a bando di una nuova convenzione?

Con il nuovo codice degli appalti, entrato in vigore nel 2016, la risposta è secca: NO!

Resta però aperta la finestra per quelle situazioni nate anteriormente. Per comprendere quale sia l’orientamento del diritto, mi è sufficiente citare una circolare firmata da Cantone l’11 maggio del 2016, in cui si specifica che la proroga tecnica è l’unica da ritenersi ammessa (visto il divieto della proroga che in realtà simula un affidamento diretto). La legittimazione della proroga tecnica, deve essere secondo Cantone che si fa interprete della legge, limitata “al tempo strettamente necessario per l’aggiudicazione della nuova gara”

Ma quanto è ampio il margine di manovra per questo genere di operazioni, se nate prima del 2016? Pochissimo. Per rispondere a questo quesito, mi sono messo in contatto con due amministrativisti che scrivono entrambi per due grandi quotidiani di economia: "E’ indubbio che andando a frugare, soprattutto nelle sentenze del Consiglio di Stato, si trovano mille sfaccettature alla questione. Dalle sentenze emerge un dato certo: le proroghe sono atti complessi, proprio perché rischiano di trasformarsi in bandi di assegnazione diretta, da valutarsi quindi singolarmente e mai a cuor leggero. Necessitano di approfondimenti di merito, di valutazioni di economicità erariale, visto che certamente non si tratta mai di mera proroga tecnica, tanto è vero che l'estensione della convenzione nasce dall'applicazione della norma sulla durata prevista nella convenzione iniziale" (le convenzioni successive valgono sull’argomento quanto la carta straccia).

In pratica è di fatto una convenzione a nuove condizioni concernenti un appalto di servizi, più la spesa, la valutazione del piano economico, il beneficio erariale, senza parlare dei mutui, che vanno oltre la scadenza della convenzione con la proroga della garanzia sulle azioni.

Alla domanda che ho posto alla fine della conversazione, che riporto per quello che son riuscito a capire data la complessità della materia trattata, ovvero: L’avresti firmata tu la proroga, se fossi stato un sindaco, a prescindere dalle valutazioni di merito? - La risposta è stata univoca - ”Manco morto”.

E questo l’ho capito bene anche io!

Il secondo. La mancanza del potere di rappresentanza. Ecco la sintesi di entrambe le risposte che sono state assolutamente coerenti: Se teoricamente le proroghe sono possibili, se motivate,ed a condizione che proroga o rinnovo siano state previste nel bando e nel contratto originari, trattandosi di servizi pubblici, la competenza è sempre dei Consigli Comunali, a meno che nei DUP dei diversi comuni non sia stata prevista questa possibilità o se ai Sindaci, i loro Consigli abbiamo demandato questo potere, anticipatamente e tramite specifico atto di delega.

Questo è argomento a dir poco bruciante. Alla domanda se nel caso questa delega non ci fosse quale sia adesso un modo per rimediare, magari con una ratifica successiva, la risposta è stata stringente: Sarebbe in ogni caso una toppa, che però se ben motivata, potrebbe anche reggere. Non la chiamerei tuttavia “ratifica”: perché il TUEL le ratifiche del CC le elenca in modo tassativo (le variazioni di bilancio fatte dalla giunta sono oggetto di ratifica del CC, ad esempio), ma impegnandosi a cercare termini giuridici e motivazioni appropriate, con cui rendere questo concetto: "Abbiamo sbagliato, adesso facciamo le cose per bene". Certo, hanno fatto una pessima figura, da politici maneggioni e superficiali. Tuttavia il segretario comunale e gli uffici competenti, avrebbero comunque dovuto evidenziarlo questo problema.

Alla domanda su quali potrebbero essere le possibili conseguenze: “Se io fossi un membro dell’opposizione mi rivolgerei direttamente all’Autorità Anti Corruzione di Cantone. Sono un po’ lenti a rispondere ma se daranno ragione all'opposizione sarebbe per loro un bel colpo, in grado di mettere sottosopra mezza provincia o area vasta che sia!”

E allora sentiamola subito questa opposizione. Ho cercato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Professor Maurizio D’Ettore.

Ho volutamente specificato la qualifica prima del nome, perché cercandolo sapevo benissimo che stavo parlando con un tecnico del diritto. Ed infatti le risposte sono arrivate come se grandinasse. Anche dentro Forza Italia si stanno studiando i fatti e anche il professor D’Ettore mi confermava totalmente quanto stavo già apprendendo. Anzi probabilmente tutto era ormai stato definito, compreso il probabile ricorso all’ANAC. Alle domande poste sopra ecco le risposte: “Certamente non basta, l'affidamento iniziale ed il piano economico deve essere sempre portato in consiglio: la volonta dell'ente quando si esprime l'autonomia negoziale e si valuta la spesa, deve essere votata dal consiglio, sempre! Anche per i motivi che tu riporti sugli effetti dei mutui oltre la scadenza della convenzione [facendo riferimento ad un commento da me fatto sotto un altro articolo] che non è più quella di prima: la posso rinnovare senza fare gara ? Forse si, ma non può decidere solo il sindaco, sono piano diversi! Tutto questo è espressione di autonomia negoziale dell'ente comunale e quindi sottoposto al voto del consiglio comunale  (art. 42 tuel). L'art. 4 della convenzione con Nuove Acque non può superare, oltre all'esame dei sindaci, l'avvio della procedura previa deliberazione dei CC. Questa vicenda non sta in piedi , e la norma della convenzione precisa solo che l'Ait esamina la proposta, ma i sindaci chi li ha autorizzati ? Resta la questione del beneficio economico da valutare ai fini del danno erariale e come dici tu, dei mutui oltre la scadenza naturale della convenzione”.

A questo punto la situazione è tutt’altro che stabilizzata. Se è prevedibilissimo un intervento di Cantone, non sappiamo quanto questo intervento possa essere esteso e profondo. Se possiamo aspettarci i fuochi artificiali, questi evidentemente sono solo i botti inziali! 

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