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Il bivio dell'acqua: o privata con la proroga o pubblica con Estra

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Il bivio dell'acqua: o privata con la proroga o pubblica con Estra

Dichiarazione di Francesco Lucacci, Presidente provinciale di Fratelli d'Italia

 

La richiesta di proroga della concessione del servizio idrico a Nuove Acque non può che avere un'unica risposta: no. In primo luogo perché questa richiesta evidenzia, come sottolineato dal Comitato Acqua Pubblica, la poca chiarezza dei conti della società e le incertezze sulle future strategie. In secondo luogo siamo di fronte a rischi evidenti: nessun contenimento delle tariffe, impossibilità per i Comuni di riscattare a costo zero gli impianti a fine concessione, conseguenti porte spalancate a multinazionali capaci di farsi carico degli investimenti necessari. La strada che verrebbe aperta oggi con la proroga non potrebbe che avere un unico punto di arrivo: la definitiva privatizzazione del servizio idrico integrato. 

Questa è una strada. Ma non è la sola: oggi è tracciabile un percorso alternativo che ha come meta finale la ripubblicizzazione dell'acqua. Ed è una strada che può restituire ai Comuni il loro ruolo di protagonisti delle scelte strategiche di Nuove Acque e che ha uno strumento concreto per disegnare questo percorso: Estra. La condizione è che tutti i Sindaci agiscano con spirito unitario e con la volontà di tutelare le comunità che sono chiamati a rappresentare. E' il momento non  solo di riflettere sul passato ma, soprattutto, di immaginare un nuovo futuro per il sistema dei servizi pubblici.

E' importante farlo adesso perché si è di fronte a una possibilità concreta e reale: l'ipotesi che sia Estra ad entrare nella compagine sociale di Nuove Acque Spa, garantendo così il ritorno del servizio in mano pubblica. La conclusione positiva di questo percorso garantirebbe il rispetto della volontà dei cittadini e confermerebbe  la capacità del centro destra di mantenere gli impegni. Ricordo, infatti, che la ripubblicizzazione del servizio idrico era un tema centrale della campagna amministrativa di Fratelli d'Italia e del programma elettorale e di mandato del Sindaco Alessandro Ghinelli.

La possibilità che Arezzo ha adesso di fronte sarà anche la cartina di tornasole della coerenza politica di tutti gli schieramenti, in modo particolare per il M5S. L'ingresso di Estra in Nuove Acque è infatti legato alla disponibilità di Acea, società controllata dal Comune di Roma, socio privato insieme alla francese Suez. Vedremo quali scelte farà il M5S che governa la capitale.

Intanto possiamo dire che a distanza di un solo anno dalla nomina di Francesco Macrì a presidente di Estra e a poco più di due anni dall'elezione del sindaco Ghinelli, si è delineata la prima vera e concreta possibilità di ripubblicizzare l'acqua. Molti politici sono stati capaci di parlare di acqua pubblica, il centro destra ha creato le condizioni perché lo diventi davvero.

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