Prima Pagina | Politica società diritti | PRC di Arezzo: Il nuovo regolamento per il decoro trasformerà il Centro Storico in una vetrina per turisti, ma abbandonato da chi vorrebbe viverci o lavorare.

PRC di Arezzo: Il nuovo regolamento per il decoro trasformerà il Centro Storico in una vetrina per turisti, ma abbandonato da chi vorrebbe viverci o lavorare.

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PRC di Arezzo: Il nuovo regolamento per il decoro trasformerà il Centro Storico in una vetrina per turisti, ma abbandonato da chi vorrebbe viverci o lavorare.

 

Il PRC non ha rappresentanti in Consiglio comunale, quindi bisognerà aspettare che il nuovo Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico venga pubblicato per vedere come stanno veramente le cose. Ma certo le dichiarazioni dell’assessore Comanducci non sono rassicuranti: "L’obiettivo è quello di tutelare l’immagine del centro storico considerandola base per lo sviluppo commerciale e turistico futuro. Crediamo molto nella crescita turistica della città, questo regolamento intende migliorare l’esperienza del visitatore sia sotto il punto di vista dell’immagine che della tipicità".

Proprio da questa affermazione prende spunto la preoccupazione di Rifondazione Comunista. C’è un preciso disegno per trasformare il centro storico in una specie di attrazione per i turisti. I residenti meno abbienti e le attività economiche (non solo quelle recettive) non rivolte a turisti o consumatori da spennare dovranno emigrare al di fuori delle Mura Medicee. I negozi normali, i minimarket e le vetrine più ordinarie dovranno concentrarsi in periferia, su quartieri che potranno mantenere e anche peggiorare il loro aspetto ordinario, trasandato o addirittura squallido, lontano dalla vista dei turisti 4 stelle o dei visitatori provenienti dalla Provincia, attirati dalle sempre più frequenti "notti dello shopping". In periferia, dove sono ormai concentrate le famiglie più povere - autoctone o immigrate - che vedranno acuirsi la loro guerra tra poveri. Senza contare che un centro storico spopolato e frequentato solo da clienti di alberghi e b&b finisce per perdere quella genuinità che può caratterizzare una cittadina di piccole dimensioni come Arezzo.

Gli annunci relativi alla nuova disciplina regolamentare, oltre ad alcuni opportuni divieti di particolari categorie merceologiche, preannunciano divieti ingiustificabili, se non da inconfessabili pregiudizi nei confronti di culture e abitudini considerate inferiori: divieto di minimarket, di sale da ballo, di vendite automatiche, di money change/transfer, di internet point. Senza contare che, contrariamente alle rassicuranti e ipocrite dichiarazioni di ammi-nistratori e associazioni di categoria, l’obbligo per fast food che propongono prodotti “esotici” di disporre di locali di grandi dimensioni e di bagno per la clientela segnano inevitabilmente la messa al bando dei piccoli kebabbari e simili, mentre non sarà pregiudicata l’apertura, per esempio, di un McDonald’s in Piazza Guido Monaco. Ciliegina nella torta: le insegne potranno essere esclusivamente in lingua italiana o inglese! Hai visto mai che su qualche insegna in arabo ci fosse qualche messaggio terrorista…

Secondo Rifondazione Comunista le politiche della giunta Ghinelli, come al solito tiepidamente non contrastate dalle forze di pseudoopposizione PD, oscillano fra l’arretratezza culturale e il ridicolo: a cominciare dalle contraddizioni, praticate proprio dallo stesso assessore Comanducci: cosa c’è di tradizione aretina nei mercatini tirolesi in Piazza Vasari? E nelle sculture di ghiaccio? E il planetario e la pista elettrica gigante in Fortezza? E’ decoroso vedere un SUV al centro di Piazza della Badia, appoggiato di sbilenco sopra un telo di plastica bianca? E la parata di figuranti di Star Wars?

Infine, alla faccia della libertà di espressione, d’ora in poi nel centro cittadino si potrà occupare il suolo pubblico e privato solo per attività, eventi o manifestazioni che godono del riconoscimento da parte del Comune. Quindi, largo alla disneyland del BackinTime, ma niente raccolta firme o qualcosa che abbia magari da ridire contro le politiche della mag-gioranza di destra, quella che approva atti di indirizzo razzisti come quello dell’ultimo Consiglio comunale contro lo "Ius soli".

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