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Il giorno di Ghizzoni alla commissione Boschi

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Il giorno di Ghizzoni alla commissione Boschi

Come ha osservato giustamente ieri sera il senatore Monti, procede spedita l'attività della commissione Boschi. Non è l'unica nazione la nostra ad aver realizzato una commissione sui problemi bancari. Sono state solitamente utili e importanti per affrontare il problema e proporre riforme del settore. Non sarà così in Italia, dove la commissione banche trasformatasi ormai in commissione Boschi, si prepara a concludere la sua attività nella piu' totale inutilità se si esclude gli argomenti da usare in campagna elettorale. 

Federico Ghizzoni così ricostruisce i rapporti con la ministra.  

Ci fu un primo incontro con la ministra Boschi il 4 novembre 2014 in occasione delle celebrazioni per i 15 anni di Unicredit e «in questo incontro non ci fu occasione di discorsi bilaterali e poi mi disse di sentirci nelle prossime settimane».

Fu fissato incontro per il 12 dicembre. In questa occasione ricorda Ghizzoni… «per la prima volta affrontammo il tema specifico delle banche in crisi e, in maniera più specifica, il ministro Boschi mi manifestò la preoccupazione non tanto per le banche toscane, ma su che cosa questo avrebbe comportato in termini di impatto sul territorio toscano in termini di erogazione del credito con riduzione dell'offerta del credito per famiglie e imprese. Feci presente che condividevo questa idea ma che banche sane avrebbero preso le posizioni delle banche in difficoltà. Per le informazioni sulle acquisizioni non ero grado di dare risposta positiva o negativa, ma che avevamo già avuto contatto con la banca e che avremmo dato risposta. Cosa su cui il ministro convenne. Fu un colloquio cordiale e non avverti pressioni da parte del ministro, ci lasciammo su queste basi. Non mi fu chiesto di acquistare Banca Etruria, l'avrei ritenuto inaccettabile, ma quale fosse la mia valutazione su un intervento in Banca Etruria, nell'indipendenza di giudizi».

Rispondendo a una sollecitazione di Carlo Sibilia (M5S): «era una richiesta che considerai abbastanza normale, soprattutto un Ceo di una banca come Unicredit, deve mettere in chiaro che è la banca che prende la decisione e questo messaggio fu assolutamente condiviso dal ministro Boschi».

Ghizzoni riferisce che Unicredit comunicò definitivamente il 29 gennaio ai vertici di Banca Etruria che non erano interessati. «Comunicammo che non eravamo disponibili ad andare avanti e da quel momento in poi anche con Banca Etruria non ci furono più contatti».

Matteo Orfini: «Visco, Vegas e oggi Ghizzoni confermano che non vi fu alcuna pressione. Ghizzoni, inoltre, spiega che, a differenza di quanto scritto da De Bortoli, l'opzione acquisto di Etruria era già aperta prima del colloquio con Boschi». «Direi - aggiunge - che possiamo passare oltre e lasciare le strumentalizzazioni a chi non ha idee e progetti da presentare al Paese».

Insomma pare che la Boschi non abbia fatto pressioni a Ghizzoni per spingerlo ad acquistare Banca Etruria, ma voleva conoscere invece lo stato dell'arte della trattativa.  

 

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