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Non è la Boschi il problema delle banche italiane, ma può diventare un’arma di distrazione di massa

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Non è la Boschi il problema delle banche italiane, ma può diventare un’arma di distrazione di massa

Non mi sembra necessario raccontare i dialoghi tra Travaglio e la Boschi nella trasmissione della Gruber, dando per scontato che molti l'abbiano vista. (La7 ieri sera ha fatto tombola)

 

Sono andato a controllare lo stenografico e poi (casomai fosse sfuggito allo stenografo) ho riascoltato il discorso fatto in aula. La Boschi non ha mai detto di non essersi interessata di Banca Etruria, ma solo rispondendo sul punto della mozione di sfiducia (si discuteva sulle azioni possedute), che non ha mai fatto alcuna pressione per aiutare padre o fratello.  

Si trovano invece molte dichiarazioni di esponenti politici, che ripetono come un mantra che la Boschi avrebbe assicurato davanti al Parlamento di non essersi mai occupata di Banca Etruria. Ma davanti alla Camera dei deputati, il 18 dicembre 2015, non ha mai pronunciato la frase che le viene attribuita, neppure una frase vagamente somigliante. Si arriva a dare interpretazioni seconde e terze, facendo discendere conseguenze dirette da affermazioni mai fatte.

Sugli incontri con Vegas e Ghizzoni bisognerebbe aprire un inciso.e sull’opportunità di quegli incontri si potrebbe discutere.

Da aretino mi rammarico che quegli incontri non abbiano sortito il risultato sperato. Smettiamo però di nasconderci dietro ad un dito: il motivo per cui Pier Luigi Boschi fu infilato nel CDA della banca e poi fu fatto vicepresidente senza deleghe, era proprio perché si sperava che la figlia avrebbe trovato una soluzione al dramma che si stava consumando in via Calamandrei.

Non c’è riuscita.

Nessuno è intervenuto a salvare la banca e con essa anche chi aveva acquistato azioni o obbligazioni subordinate. Forse se non avesse avuto sulle spalle l'ingombrante presenza del padre, libera di esercitare pressioni per salvare la banca del territorio senza conflitti di interesse, le cose avrebbero anche potuto prendere un'altra piega. Ma il senno di poi serve a poco. E che in Banca Etruria non c'erano dei geni, ce lo hanno ampiamente dimostrato. 

Questo da aretino è per me il vero dramma. Anzi, mi azzardo a pensare che proprio per la presenza del Boschi, forse è andata ancora peggio, tanto piu’ se comincia a prendere corpo ciò che fino a qualche tempo fa era solo un retropensiero ed oggi è un sospetto fondato: attraverso Banca Etruria e Pier Luigi Boschi si è voluto colpire la figlia e quindi Matteo Renzi.

Eppure sembra che anche nella commissione banche, delle cause che hanno generato le crisi bancarie non importi nulla. E’ ormai diventata la commissione Boschi. Su di lei si sta concentrando l’attacco simultaneo dei competitor elettorali, intuendo e forse con ragione, che è il vero punto debole del renzismo.

Ma di sicuro non è la Boschi il cuore dei crack bancari di questi anni. Come scrive Bechis oggi: “Per serietà nei confronti dei drammi dei risparmiatori sarebbe importante lasciare perdere la campagna elettorale, e cercare la verità su quel che è accaduto e su quel che avrebbe potuto essere evitato anche per prevenire nuove vicende simili con il carico di disperazioni e ferite che si portano addosso. Siccome le banche non sono state salvate, è interessante capire non tanto chi abbia provato a salvarle facendo finanche pressioni inutili (non ci è riuscito), ma chi ha avuto responsabilità in quel dissesto e chi potendo prevenirlo non l’ha fatto”.

D’altra parte ascoltare in commissione degli accusati in procedimenti già incardinati (Zonin), significa che sono già autorizzati a mentire, a non ricordare o fingere di non ricordare, comunque a raccontarci ciò che vogliono. Nessuna indagine viene invece svolta sui periodi di commissariamento imposti da Bankitalia, durante i quali (e quasi ovunque) i conti sono peggiorati sensibilmente. Per fortuna ora si sta indagando finalmente sulla incredibile vendita sottocosto di 320 milioni di sofferenze di Etruria al Credito Fondiario a meno di una settimana dal decreto di risoluzione. Lo abbiamo raccontato quasi immediatamente su Informarezzo. E si stanno aprendo anche fascicoli di indagine sui prospetti fasulli approvati da Consob, su cui al tg7 Mentana ha dato una chicca da far impallidire Vegas. Altro che Boschi! 

E mentre Consob approvava i prospetti, entravano in Banca Etruria l’ex direttore generale della Consob Massimo Tezzon e l’ex segretario generale Claudio Salini. Così come in Pop.Vicenza venivano assunti gli ex ispettori di Bankitalia. Ma questi conflitti di interesse non interessano a nessuno. Non portano voti! 

Dopo che sarà finita la furia mediatica sui Boschi, qualcuno si ricordi di ricordare… che il sistema dei controlli in Italia ha fallito miseramente, sia come Consob che come Bankitalia.

E qualcuno si ricordi di ricordare i drammi personali di chi ha perso molto e forse recupererà qualcosa, ma mai le notti insonni ad immaginarsi un futuro cancellato con un decreto legge. 

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