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Intervista al presidente provinciale di Fratelli d'Italia Francesco Lucacci

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Intervista al presidente provinciale di Fratelli d'Italia Francesco Lucacci

Francesco Lucacci, classe 1973 professione avvocato.

Consigliere provinciale nella ultima consiliatura nelle file del centro destra, ha aderito dal 2015 alla nuova formazione della Georgia Meloni, Fratelli d’Italia, di cui all’ultimo congresso è diventato portavoce (o presidente provinciale).

Come immagini il tuo ruolo di presidente provinciale di FDI?

Quando ho deciso di accettare questo incarico, l’ho fatto spinto dalla voglia, anzi dalla necessità, di fare qualcosa di utile per il mio paese, passando da quel senso civico di urgenza di fare “ognuno la sua parte”, al bisogno di strutturare le idee per trasformarle nell’azione che ne segue, per cercare di cambiare e migliorare le cose. La politica siamo noi e noi abbiamo il dovere di costruire un futuro migliore.

Come mai dopo l’esperienza nel PDL, proprio la destra di Fratelli d’Italia?

Da sempre il mio cuore batte a destra, fin da giovane militante di AN, quindi era inevitabile che la scelta ricadesse su FDI e la sua leader, che si ispira in maniera coerente e moderna, ai principi di sovranità popolare, libertà, giustizia, solidarietà sociale, famiglia, unità nazionale: sono valori della tradizione nazionale e popolare in cui credo fermamente, coniugati in un’ottica da terzo millennio. Una politica adatta ai nostri tempi in continua evoluzione.

Fratelli d’Italia sta cominciando a strutturarsi come un vero partito sul territorio?

Si, con l’ultimo congresso ci stiamo strutturando territorialmente. Nell'ultimo anno sono stati nominati i responsabili per il settore giovani e stiamo cercando di stimolare la nascita di FdI anche nei comuni della provincia. Alcuni sono già ad un buon punto.

Tuttavia non siete rappresentati nella giunta di Ghinelli…

Non è essenziale occupare poltrone. Non era questo l’obbiettivo che ci eravamo prefissati. La nostra vuole essere una presenza costruttiva che tenga la barra dritta sul programma con cui ci siamo presentati ai cittadini

Quindi Fratelli di Italia non si sente un’alternativa a questo centrodestra?

No, né a livello locale, né a quello nazionale. FdI vuole però essere una casa per quelle persone di centrodestra che cercano di essere rappresentate, partendo da un’idea di città che ci proietti nel futuro. Ci interessa comunicare ciò che vorremo fare noi partendo da ordine e legalità, perché ci sembra che in questi ambiti ultimamente la richiesta dei cittadini sia molto forte. L’unità va trovata non rispetto alle persone, ma ai temi.

Però non ci si può alleare con chi gioca su più tavoli in modo più o meno evidente…

Immagino che il pensiero sia rivolto al dopo elezioni politiche 2018. Noi possiamo solo cercare di essere coerenti col mandato ricevuto. Quello che faranno altri è un problema che ci riguarda solo fino ad un certo punto e certamente non sposta il nostro modo di essere fedeli alle nostre idee.

Se dicessi che certi passaggi dell’attuale amministrazione peccano di inesperienza o addirittura di incompetenza cosa risponde FDI?

Può darsi che in alcune cose ci sia stata un po’ di inesperienza, ma lo sforzo per cercare di mantenere gli obbiettivi che ci eravamo dati in campagna elettorale mi pare assai evidente.  I primi passi sono stati un po’ incerti, ma è anche vero che la maggioranza nasce nella società civile e non nelle segreterie dei partiti. Inoltre l’azione amministrativa è priva di una qualsiasi autonomia economica, i bilanci sono ridotti all’osso dal clima di rigore che ci è stato imposto ormai da quasi 10 anni e direi che vista la situazione, l’amministrazione della città meglio di così era difficile.

Eppure c’è chi giudica la gestione del territorio inefficace, nonostante l’opposizione del PD che almeno secondo alcuni a sinistra, dall’esterno appare blanda

I consiglieri del PD si erano candidati per governare e si sono trovati impreparati a stare all’opposizione. Hanno impiegato un po’ di tempo per abituarsi a questo ruolo. Ma non la definirei blanda. La maggioranza è stata spesso pragmatica ed è questo che in realtà spunta le armi ad una opposizione politica.

Cosa ci si dovrà aspettare da Fratelli d’Italia?

Saremo un contenitore, ma con i contenuti. C’è entusiasmo, c’è un gruppo provinciale, la generazione Atreju, che è rimasto in rete. Ci sono tanti militanti che vogliono tornare a fare politica riconoscendosi in un progetto di centrodestra.

Quali saranno i vostri avversari?

La sinistra e l’illegalità.

E lo Ius Soli ?

Nel 2015 ci sono stati 168.000 nuovi cittadini italiani, nel 2016 sono saliti a 202.000: l'Italia è il secondo Paese in Europa per concessioni di cittadinanza a stranieri. Si può scegliere la propria Patria di elezione ma solo dopo avervi vissuto per 10 anni, dopo aver dimostrato di avere reddito sufficiente a vivere dignitosamente e a non pesare sul welfare italiano. Ma non basta: non essere stato condannato per reati di allarme sociale, contro la persona ed il patrimonio ed infine dopo aver dimostrato di aver interiorizzato ciò che significa essere cittadino italiano. Non vedo la necessità di accelerare su questa questione, salvo che non sia per motivi elettoralistici.

Perche’ uno dovrebbe aderire e sostenervi?

Perche’ portiamo avanti la tradizione della destra italiana con coerenza, modernita’ e concretezza. Perche’ e’ un movimento che sta con il popolo, che e’ nel popolo. Dentro FDI ci sono le persone e per questo vogliamo essere vicini ai problemi quotidiani delle persone. Dentro questo partito ci sono uomini e donne che dedicano parte del proprio tempo ed energie al bene comune con senso civico e spirito patriottico, con sinergie professionali e opportunita’ di crescita umana, spirituale, culturale, politica ed anche professionale.

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