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Sanità, ora il cambio di passo: centralità dei sindaci, chiarezza su personale ed investimenti, autonomia per la zona aretina

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Sanità, ora il cambio di passo: centralità dei sindaci, chiarezza su personale ed investimenti, autonomia per la zona aretina

"A gennaio gli stati generali della sanità aretina"

 

A seguito della conferenza di zona integrata svoltasi lunedì 27 novembre, finalizzata all'approvazione del piano operativo annuale proposto dalla Asl e conclusasi senza approvazione, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e l'assessore alle politiche sanitarie Lucia Tanti dichiarano quanto segue: “sulle politiche sanitarie è arrivato il tempo di un forte e deciso cambio di passo a partire dal fatto che non siamo più disposti ad accettare il rinvio nel ridisegno delle zone così come più volte chiesto. La zona aretina deve tornare autonoma perché ha i numeri, Casentino e Valtiberina siano unite come richiesto da quasi tutti i sindaci e ciò solo nell'interesse dei cittadini ai quali questo modello offre servizi peggiorativi. La 'zonona' imposta dalla Regione blocca il sistema e tiene insieme terrirori e aspettative disomogenee la cui armonizzazione è impossibile. Sappiamo che nel merito ci sono buone aperture dell'assessore Saccardi, adesso però ci aspettiamo che seguano fatti concreti. Così come ci aspettiamo che la Regione prenda atto che i Comuni sono i protagonisti delle scelte sociosanitarie e hanno il diritto ed il dovere di dare gli indirizzi e non di subirli. Per questa ragione non abbiamo approvato il lavoro della Asl che ci è stato presentato alcuni giorni fa. Sia chiaro: non è una bocciatura alla Asl, il cui lavoro dei tecnici è ineccepibile, ma è una bocciatura alla metodologia politica che non siamo più disposti ad accettare. I sindaci non sono burocrati che ratificano schede tecniche di documenti fondamentali inviati il venerdì sera per il lunedì mattina a causa di una programmazione regionale del tutto caotica. Adesso il baricentro si sposta, la Regione ne prenda atto a partire dal fatto che questo Comune non approverà né il piano operativo annuale né altro documento finché non si darà riscontro alle nostre richieste sulla zona e soprattutto fino a quando non saranno chiare le risorse che intende mettere la Regione e la Asl, le proprietà dei progetti, gli investimenti su tutto il personale e il San Donato. Entro gennaio poi renderemo note le nostre richieste in materia di risorse e strategie sanitarie e ci aspettiamo che siano considerate come prioritarie”. 

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