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Arrestate dai carabinieri due persone per tentato omicidio .

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Arrestate dai carabinieri due persone per  tentato omicidio .

Si erano resi protagonisti di una spedizione punitiva nei confronti di una famiglia marocchina residente in Castelfranco di Sopra originata da vecchi rancori condominiali accentuati, quella sera, dallo stato di alterazione dovuta a qualche bicchiere di troppo bevuto in un locale del paese.

Fatto sta che quella sera  D.V.,  31enne , italiano, bussa unitamente ad un altro complice , alla porta della casa di una famiglia marocchina  dello stesso condominio e brandeggiando una pistola cl.7,65  illegalmente detenuta minaccia di ammazzare tutti ,

Nel corso della breve colluttazione con uno dei familiari marocchini  presenti nell’abitazione parte un colpo di pistola che ferisce  alla gola S.M. , 44enne .

A quel punto temendo il peggio, l’altro familiare  presente in casa, afferra uno dei complici e facendosene scudo, evitava di essere attinto anch’egli da un colpo di arma da fuoco.

Le prime indagini, le testimonianza raccolte  e le immagini di videosorveglianza  della zona consentivano di individuare subito nella notte il soggetto che aveva sparato e di trarlo in arresto.

Le successive attività investigative consentivano di accertare la presenza di  altri due complici del “raid” punitivo, tra quelli che  forniva  la pistola e di chi materialmente accompagnava D.V. all’abitazione dei marocchini  per consentirgli di mettere in pratica i propri propositi criminali di  vendetta condominiale.

Nella serata di ieri i carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno – Nucleo Operativo e Radio Mobile  traevano in arresto K. S., 31enne albanese, e R.A. 31enne , italiano , in esecuzione di un’ordinanza  emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Arezzo, che concordava con le risultanze investigative raccolte dall’Arma Valdarnese in questi mesi.

In particolare, il K.S.  veniva ritenuto responsabile, in concorso con il D.V.   (già condannato per questi  fatti , in primo grado, a 9 anni e mezzo di reclusione), del tentato omicidio di S. M. ,  nonché’ della detenzione e porto abusivo di arma da fuoco cal. 7.65, che però non veniva  rinvenuta nel corso delle indagini.

Sul conto dei due si accertava l’aver avuto un ruolo attivo nel coadiuvare il D.V. nel commettere  il reato,  fornendo sia l’autovettura per il trasporto che la disponibilità dell’arma da fuoco.

Gli arrestati venivano  associati  ,rispettivamente,  alla Casa Circondariale di Arezzo e presso la propria abitazione, agli arresti domiciliari.

Il primo arrestato si trova tuttora in carcere per scontare la pena di nove anni e mezzo a cui era stato condannato, nel giugno 2017,  con  rito abbreviato.

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