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La salute un diritto, non una merce

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La salute un diritto, non una merce

Un incontro con i cittadini promosso da Sinistra Italiana e Possibile per parlare dello stato del servizio sanitario: Lunedì 13 novembre, alle ore 17,30, presso il Circolo Aurora in piazza S. Agostino.

 

“La salute un diritto, non una merce” è il titolo dell’incontro cui parteciperanno la Senatrice Alessia Petraglia, il Consigliere regionale Paolo Sarti, l’operatore sanitario Piero Caramello e il consigliere comunale di Bibbiena Piero Pennisi. Seguirà dibattito nel corso del quale sono previsti interventi di Cesare Bondioli presidente del Centro Basaglia e Alessandro Mugnai segretario CGIL.

E’ in corso una forte spinta alla privatizzazione del servizio sanitario, attraverso una progressiva riduzione di risorse per la struttura pubblica e l’incentivazione al ricorso a servizi privati tramite mutue integrative e assicurazioni. Le conseguenze per i cittadini sono pesanti: costi crescenti per le prestazioni, liste di attesa lunghissime, carenza di servizi nelle zone più periferiche, difficoltà a soddisfare il bisogno di assistenza territoriale, domiciliare e riabilitativa. E’ noto quanto rilevato dal rapporto Censis: nello scorso anno 12 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi.

Anche in Toscana, dopo la costituzione delle ASL di area vasta e l’accorpamento dei Distretti che hanno portato le decisioni sull’organizzazione dei servizi sempre più lontane dai problemi e dalle aspettative dei territori, con le cosiddette “sperimentazioni gestionali” ci si sta avviando a consegnare pezzi di sanità al privato.

In questo modo, contraddicendo la Costituzione, cresceranno le già profonde diseguaglianze tra i cittadini nella possibilità di tutelare la propria salute.

La Sinistra si oppone a tutto ciò, ha proposte alternative: rifinanziare il servizio sanitario pubblico, abolire progressivamente i tickets, investire per la prevenzione, l'assistenza domiciliare e territoriale soprattutto ad alta integrazione sociale (anziani, salute mentale, disabilità), potenziare e riorganizzare i servizi nei territori, intervenire decisamente sulle liste di attesa, rafforzare i Distretti.

Di questo sarà discusso nell’incontro; è necessario che si torni a un metodo di programmazione complessiva e partecipata dei servizi e delle politiche per la salute coinvolgendo, in ogni zona, i Consigli Comunali, le organizzazioni della società civile (sindacato, associazioni, comitati), operatori e cittadini.

Il bene salute e il mantenimento del Servizio pubblico lo richiedono.

 

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