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E’ iniziata l’era di Albano Ricci

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E’ iniziata l’era di Albano Ricci

Il congresso provinciale del PD ha sancito l’elezione di Albano Ricci (candidato unitario) alla segreteria provinciale.

Giovane assessore del comune di Cortona, Albano Ricci prende le redini di un partito che negli ultimi cinque anni ha visto profonde trasformazioni interne. Ha conosciuto la gloria e la sconfitta nel giro di pochi mesi: dalla "non vittoria" data invece per scontata alle elezioni del 2013, al travolgente risultato delle europee del 2014, alla sconfitta alle comunali del 2015, alla perdita di importanti pezzi del territorio nel 2016.

Il PD aretino necessita prima di tutto di riacquistare maggiore forza e concretezza politica. Al di là dei rovesci elettorali, leggendo le cronache giudiziarie ed economiche, si è avuta la sensazione di pochissima considerazione verso questa segreteria provinciale da parte del suo stesso livello regionale. Una segreteria che ha visto le grandi decisioni strategiche passare sopra la propria testa, senza aver mai avuto la capacità o la possibilità di dire la sua, senza incidere sostanzialmente nelle decisioni prese da altri, ma che si è trovata nella difficilissima condizione di difendere scelte sbagliate, senza nemmeno capire fino in fondo perché erano stato prese.

La segreteria provinciale dal 2015, si è trovata al centro di un ciclone mediatico di potenza sconosciuta fino ad oggi, quello legato alla debacle di Banca Etruria, pagando di tasca sua il pressapochismo, la superficialità e l’impreparazione di chi si è trovato ad occupare ruoli importanti della politica nazionale, senza alcuna gavetta politica. Ed alla fine l’intero PD ha pagato per errori pur storicamente fatti da altri ma incapace di far emergere le responsabilità vere, che riuscivano invece a nascondersi benissimo dentro ad un polverone mediatico creato ad arte. Mentre la barchetta provinciale era in preda dei venti e delle burrasche, si regolavano così i conti della guerra tra bande (citando lo stesso Ricci), che qualcuno ancora chiama correnti.

Il vero problema di questo partito, è che è stato nei fatti espropriato a chi pensava di esserne proprietario e che adesso aspetta solo di riprenderselo, immaginandosi alla testa di folle oceaniche, ripensando e sognando i milioni di voti che non ci sono piu’: l’arroganza come cifra del dibattito, è una chimera di breve durata e questo vale per qualsiasi forza in campo. In fondo anche il fascismo è durato solo vent’anni: tanti per chi lo ha vissuto, un battito d’ala nella storia di una nazione. La sinistra del terzo millennio aspetta invece ancora di essere interpretata, dopo essere stata liberata finalmente dalle mummie della storia. Una sinistra che non si limiti ad alzare bandiere, ma che sia in grado di fornire gli strumenti concreti che sottostanno a delle mere enunciazioni di principio. Un concetto riassumibile in una sola parola: credibilità.

Non ha alcuna importanza se altri usano iperboli senza alcuna garanzia di verifica concreta e grazie a queste riescono ad ottenere vittorie momentanee quanto illusorie. Un partito serio cerca l’interesse dei propri cittadini prima che l’inutile successo alla prossima competizione elettorale.  

Stiamo per entrare in una delle fasi storiche piu’ turbolente e destabilizzanti che il nostro paese abbia mai conosciuto, da cui usciremo probabilmente malconci: occorrono persone in grado di gettare le basi per la rigenerazione di una offerta politica concreta e degna di una nazione moderna tanto a destra che a sinistra - per usare termini un po’ vecchiotti ma rappresentativi - sostenuta finalmente da una classe dirigente in grado di rappresentarla. Un lavoro duro e certosino che spesso è di scarsa gratificazione, perché nasce da una visione del futuro generazionale e non di legislatura.  

Ad Albano Ricci, tutti i piu’ cordiali e sentiti auguri. 

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