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Operazione antidroga dei carabinieri su scala regionale, coordinata dal tribunale di Arezzo: arrestato l'ultimo fuggitivo

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Operazione antidroga dei carabinieri su scala regionale, coordinata dal tribunale di Arezzo: arrestato l'ultimo fuggitivo

Arrestato l’ultimo fuggitivo del blitz antidroga di ieri mattina.

Era sfuggito al blitz antidroga di ieri mattina  dei Carabinieri di Arezzo ma la scorsa  notte, sempre nel capoluogo  i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radio Mobile  a seguito di ininterrotte ricerche, sottoponevano al regime degli arresti domiciliari un 41enne tunisino indagato anch’egli come gli altri dieci arrestati per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”

L’uomo, inizialmente irreperibile alla cattura  veniva rintracciato all’interno del garage pertinenza dell’abitazione di una donna italiana 30enne , già conoscente dell’indagato.

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Alle prime luci dell’alba, ad Arezzo, Firenze, Prato, Castiglion Fiorentino (AR) e Casaluce (CE), i Carabinieri della Compagnia di Arezzo, con il supporto dei militari del reparto territoriale di Aversa, della Compagnia di Cortona e di 2 unità cinofile del Nucleo di Firenze, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Arezzo, su conforme richiesta della locale Procura, nei confronti di 9 persone, tutte ritenute responsabili di concorso nel reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento restrittivo costituisce l’epilogo di un’articolata e complessa attività investigativa, avviata nel luglio del 2015, che ha permesso di ricostruire una rete di soggetti tunisini, algerini ed italiani che avevano attivato nella città di Arezzo “piazze di spaccio” nelle zone Saione, Campo di Marte e Piazza Guido Monaco, destinate allo smercio di “cocaina” ed “eroina” a circa 120 assuntori abituali del posto. sono state infatti documentate circa mille cessioni dello stupefacente.

L’indagine ha disvelato inoltre le rotte di provenienza dei traffici illeciti. Si è appurato così che gli indagati raggiungevano, con cadenza periodica, un individuo di nazionalità nigeriana domiciliato nell’agro aversano, risultato essere fornitore di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina.

Il trasporto dalla Campania ad Arezzo dello stupefacente avveniva tramite “corrieri” che celavano gli ovuli contenenti le sostanze nella cavità rettale o attraverso l’ingestione e si spostavano utilizzando il treno, considerato a basso rischio di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Questi espedienti hanno più volte messo in pericolo di vita gli stessi spacciatori che in alcuni casi, per la perforazione degli ovuli,  hanno dovuto ricorrere a urgenti cure da parte dei sanitari.

L’estrema capacità a delinquere degli arrestati è stata dimostrata inoltre dalla continuità nell’attività di spaccio proseguita anche durante il regime di arresti domiciliari e dal coinvolgimento, in due casi, delle mogli, con le quali costituivano di fatto nuclei familiari totalmente dediti allo smercio dello stupefacente.

L’indagine, benché’ relativa a fatti reato commessi in concorso, ha disvelato l’evoluzione dei rapporti e degli equilibri tra gli arrestati. Infatti, alcuni di questi, inizialmente con mansioni esecutive, a seguito di arresti, hanno tentato di gestire il traffico in prima persona proponendosi quali referenti locali esclusivi per il fornitore in provincia di Caserta.

Durante l’esecuzione delle misure sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti e la somma contante di 26.400 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Al termine delle operazioni di cattura e fotosegnalamento, dei destinatari delle misure cautelari, 5 sono stati condotti presso le Case Circondariali di Arezzo, Prato, Firenze Sollicciano e Santa Maria Capua Vetere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari e 2 all’obbligo di dimora.

 

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