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“Fondazioni cultura e turismo: non mancano gli aspetti critici”

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“Fondazioni cultura e turismo: non mancano gli aspetti critici”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Romizi

 

La conferma arrivata dal sindaco, sul fatto che l’amministrazione comunale sta procedendo spedita verso la costituzione di due fondazioni, una che si occuperà di cultura e l’altra di turismo, con la confluenza nell’ambito della prima della stessa istituzione bibliotecaria, costituirà certamente un fatto rilevante per Arezzo e la gestione delle politiche relative a questi ambiti. ‘Strategici’ per il sindaco. Una dichiarazione netta, chiara e… in contraddizione.

Dobbiamo credere al sindaco amante della cultura o a quello che ‘non lo fermerà un’opera d’arte’? Oppure a quello che nomina un assessore che, a nome del leghismo, attacca l’autonomia didattica dell’istituzione culturale per eccellenza della città, ovvero il dipartimento universitario che parrebbe minacciato dall’Isis?

Di cultura si occupano inoltre la Fraternita, il Teatro Virginian, Spazio Seme, le librerie cittadine, i cinema, il Giardino delle Idee, Karemaski per la musica, un mondo ricchissimo di soggetti, ne ho citato solo alcuni, che a giusto titolo potrebbero essere chiamati a fare parte di tali fondazioni. A proposito, come verranno individuati i partner privati? E una volta costituite, con quali risorse di personale opereranno? Inizialmente si farà ricorso ai dipendenti comunale in via provvisoria. Ma se le risorse degli uffici comunali cultura e turismo erano fino all’altro ieri scarse, non credo che potranno come per magia moltiplicarsi. Occorrerà dunque del tempo per avere organici al completo.

Infine l’aspetto economico-giuridico: le fondazioni sono soggetti di diritto privato non assimilabili alle partecipate del Comune. Per cui, i loro bilanci sfuggono al controllo del Consiglio Comunale. Oggi, i consiglieri sono informati dell’ammontare dei capitoli di bilancio destinati a cultura e turismo e il bilancio della biblioteca transita in aula. Domani? Così, il processo di depotenziamento delle assemblee elettive risulterà accentuato. In nome dell’efficienza e della produttività della cultura, cose degnissime, ma questo è un aspetto critico che, visto il ruolo che svolgo, mi corre obbligo sottolineare
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