Prima Pagina | Cronaca | Casentino: questa fusione non s’ha da fare! (Reazioni e commenti)

Casentino: questa fusione non s’ha da fare! (Reazioni e commenti)

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Casentino: questa fusione non s’ha da fare! (Reazioni e commenti)

Saltano i progetti di fusione in Casentino. Se infatti Ortignano Raggiolo, Castel Focognano e Bibbiena dicono sì alla fusione, Chiusi della Verna e Chitignano dicono di no. Saltano dunque entrambe le ipotesi, che in base a quanto deciso dalla Regione richiedevano il consenso di tutti i paesi coinvolti.

 

L’affluenza è stata del 36,41% a Bibbiena, del 59% a Ortignano Raggiolo, del 69% a Chiusi della Verna, del 17,19% a Catel Focognano e del 26% a Chitignano.

Entrambe le proposte in campo sono tramontate: una di iniziativa popolare, nata dalla raccolta di 2037 firme che prevede l’unione di Chiusi della Verna, Bibbiena e Ortignano Raggiolo, e l’altra avanzata dalle amministrazioni dei tre Comuni coinvolti, che prevede invece la fusione di Chitignano, Castel Focognano e ancora Chiusi della Verna.

Il primo aspetto da notare, è che la partecipazione ai referendum, come a Bibbiena, è molto spesso residuale, minoritaria, mentre una sempre crescente parte della popolazione (cittadini recentemente trasferiti, immigrati, giovani disinteressanti, famiglie arrivate in quel comune per aver solo acquistato la casa) siano del tutto indifferenti al cambiamento istituzionale non partecipando in alcun modo alla vita della comunità e nonostante sarebbero loro i primi reali beneficiari del cambiamento.

Il secondo aspetto è che ancora i cittadini non son proprio sicuri dei vantaggi della fusione tra comuni (il risparmio sui costi di gestione) perché non vengono mai sufficientemente spiegati, così come non viene mai veramente acquisita la coscienza degli altri vantaggi che potrebbero esserci, non ultimo una maggior autorevolezza nel chiedere opere, finanziamenti in Regione o allo stato. Tralascio le ricche elargizioni a fondo perduto e per la durata di anni sui bilanci comunali, che in certi casi sono veramente eccessive ma destinate a scomparire, perchè immagino che verranno cancellate nei prossimi anni. Succede allora che si percepisce solo il rischio di un appannamento di identità da parte di chi è nato e sempre vissuto in quel comune e son questi argomenti molto facili da usare e immediati da intuire. Soprattutto a fronte di una popolazione da cui non si può pretendere una riflessione sul tema, che sia piu’ lunga di uno slogan. Una crisi, come scriveva Hannah Arendt, può essere l’occasione di un nuovo modo di concepire, più adatto alla sfide che i tempi impongono. Il nostro Paese invece è rimasto troppo tempo chiuso nella difesa di un campanilismo, indubbiamente ricco di valori, ma poverissimo di efficienza.

Il terzo aspetto è che a differenza di altre nazione come la Germania o il Belgio, che dal dopoguerra hanno drasticamente ridotto il numero dei loro Comuni,  l’Italia non solo non li ha ridotti, ma li ha aumentati. Accade così il 70,4% del totale degli 8.092 Comuni italiani, che coinvolge una popolazione pari a 10.324.330 abitanti (il 17% del totale), conta oggi meno di 5.000 abitanti. Con sindaci a mezzo servizio, consigli comunali in versione mignon, servizi scadenti a fronte di costi eccessivi per la loro erogazione.

A questo punto sperare in una rivoluzione dal basso diventa sempre piu’ improbabile, d’altra parte senza un cambiamento del quadro istituzionale che cominci dal dettato costituzionale, è ormai impossibile sperare in una rivoluzione amministrativa.


MUGNAI "Referendum fusioni in Casentino: cronaca di un fallimento annunciato".


Ancora i dati non sono definitivi ma è ormai chiaro come a Chiusi, ma anche a Chitignano abbia vinto il no, quindi altro, ennesimo, fallimento di progetti di fusione in Casentino.
"Eravamo stati facili profeti - afferma Stefano Mugnai, capogruppo di Forza Italia in Regione - quando in momenti non sospetti avevamo messo in guardia dal procedere con un referendum pasticciato e incomprensibile che portava avanti dei quesiti ognuno dei quali riguardava un progetto di fusione che iguardava tre comuni, con Chiusi presento in entrambi i quesiti.".
"Del resto - continua Mugnai -, questo è ciò che succede a fare percorsi di fusione su misura su questo o quel sindaco, questo è ciò che succede a non avere il coraggio come Consiglio regionale, di fronte alla totale incapacità di trovare una sintesi a livello locale, di formulare una proposta complessiva che tenesse veramente conto della storia e soprattutto del futuro delle comunità interessate e non di qualche Sindaco amico o avversario che fosse, o delle rivalità anche personali esistenti sul territorio. E con questo si è fatto filotto: dopo il fallimento del referendun per la fusione Castiglion Fibocchi-Capolona, quello per la fusione Subbiano-Capolona, adesso arriva la bocciatura anche per la “fusione modulare” Bibbiena-Ortigniano-Chiusi e Chiusi-Castel Focognano-Chitignano. Sarà difficile adesso tornare a parlare seriamente di fusioni in Casentino e questo e’ un peccato. Ma e’ evidente a tutti che rispetto a quanto successo ci sono grandi responsabilità. Pensare di essere il più furbo o i più furbi di tutti non sempre paga. Anzi per quella che è la mia esperienza non paga mai. È un vero peccato, perché in realtà le fusioni fra comuni sono percorribili, ma a condizione che siano progetti lineari e volti all'esclusivo interesse delle comunità, come dimostra la concomitante affermazione del sì nel referendum per la fusione di Pergine con Laterina. ".

Il sindaco di Bibbiena

"Il sì ha vinto nel comune di Bibbiena con una percentuale del 61,38%. Pertanto esprimo soddisfazione per un dato che ricalca quello con il quale la Lista Civica che rappresento, ha vinto nell'ultima tornata elettorale. Un risultato politicamente significativo, insomma. 

Parimenti esprimo dispiacere per come, invece, è andata nel comune di Chiusi della Verna, risultato che, di fatto, fa fallire il progetto di fusione a tre. Ma, il popolo è sovrano e anche quel risultato è l'espressione della libertà di espressione di una comunità, quindi prendo atto.
I sì hanno vinto con percentuali importanti a Bibbiena e Ortignano-Raggiolo. Quindi direi di concludere questo percorso rimettendo nelle mani e alla volontà della Regione Toscana una progettualità che, nel complesso, ha ottenuto consensi e ha dimostrato che le popolazioni stanno maturando, anche culturalmente, un nuovo progetto di governance". 
  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0