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Una giornata di studi per Lippo Memmi a San Gimignano. Sabato 28 ottobre ore 9,30 (Sala Dante)

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Una giornata di studi per Lippo Memmi a San Gimignano. Sabato 28 ottobre ore 9,30 (Sala Dante)

 

Il settecentesimo anniversario della realizzazione da parte di Lippo Memmi (Siena , 1291 ? -  1356) della Maestà , opera straordinaria risalente appunto al 1317, probabilmente la prima a firma dell’artista senese, per la Sala del Consiglio (Sala Dante) del Palazzo Pubblico, sarà l’occasione di una importante Giornata di Studi di carattere interdisciplinare, che vedrà a confronto sabato 28 ottobre, alle ore 9,30, nella Sala Dante, esperti di storia, storia dell’arte, letteratura e costume che si alterneranno proprio sotto l’immenso affresco (cm 435 x 875) fig 1 .

La critica d’arte odierna è orientata a valutare con maggiore rigore gli artisti che operarono a Siena nel Trecento i quali, come Lippo Memmi, non seppero staccarsi dagli insegnamenti del grande Simone Martini, considerato coram populo il creatore della grande maniera senese e, più in generale, forse il più straordinario interprete delle vicende figurative dell’intero gotico trecentesco, riservando maggiore attenzione e gradimento a coloro che, come ad esempio Ambrogio Lorenzetti  -sul quale è in corso a Siena un’importante esposizione, di cui abbiamo dato notizia su Informarezzo- seppe sviluppare maggiore autonomia aprendosi ad un linguaggio più ‘naturale’ con cui riuscì a mostrare differenti caratteri rispetto alla scuola di provenienza,  in virtù degli influssi fiorentini possibilmente derivati dal contatto –però non documentato- con Giotto. Ed anche la Maestà sangimignanese, ancorché di straordinario impatto, segue gli stilemi di Simone Martini (per un confronto si veda la sua Maestà nel palazzo Pubblico di Siena fig 2), tanto nella composizione, del tutto conforme alla consuetudine della sua scuola, quanto negli aspetti innovativi, individuati dalla critica principalmente nella modalità d’uso della decorazione a punzone nelle aureole.

Né va dimenticato che Lippo divenne il cognato di Simone, e con lui collaborò nella stesura di uno dei capolavori dell’arte di tutto il Trecento, cioè l’Annunciazione, oggi agli Uffizi. E’ pure probabile che l’artista seguisse suo cognato alla corte papale allora ad Avignone, ma non esiste però alcuna documentazione a questo riguardo come pure nulla sta a dimostrare che vi possa aver realizzato opere pittoriche per i francescani.

Della Maestà lippesca  si conosce il committente, Nello di Mino della prestigiosa casata dei Tolomei, che ricoprì l’incarico di Capitano del popolo proprio nel 1317 e che si fece effigiare ai piedi della Madonna.

PROGRAMMA

ORE 9,30

Saluti Istituzionali

Giacomo Bassi, Sindaco di San Gimignano

Carolina Taddei, Assessore alla Cultura del Comune di San Gimignano

Anna Di Bene, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Arezzo e Grosseto

Stefano Di Bello, Opera Civita

di Storia

Sezione STORIA

Introduce e coordina Duccio Balestracci, Università degli Studi di Siena

Paolo Cammarosano, Università degli Studi di Trieste: San Gimignano nella Valdelsa del primo Trecento

Andrea Zorzi, Università degli Studi di Firenze: Podestà e poteri signorili nelle città italiane tra XIII e XIV secolo

Barbara Gelli, Università degli Studi di Siena: Messer Nello di Mino dei Tolomei, podestà e capitano

del Popolo di San Gimignano: prime note biografiche

ore 15.00 Sezione di Arte e Letteratura

ORE 15,30

Sezione ARTE E LETTERATURA

Introduce e coordina Felicia Rotundo, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Arezzo e Grosseto

Cristina De Benedictis, Università degli Studi di Firenze: Pensione civica e autocelebrativa nella Maestà di Lippo Memmi a San Gimignano

Giuseppe Cantelli, Università degli Studi di Siena: Il lusso vago e mondano della Maestà di Lippo Memmi

Marilena Caciorgna, Università degli Studi di Siena: Iconografia politica a San Gimignano

 

Lorenzo Renzi, Università degli Studi di Padova: C’è il bacio di Paolo e Francesca nel ciclo di Memmo di Filippuccio a San Gimignano?

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