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“Rapporto tra personale sanitario e abitanti, penalizzati rispetto a Siena e Grosseto. Necessario correggere il tiro nell’interesse dei servizi ai cittadini”

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“Rapporto tra personale sanitario e abitanti, penalizzati rispetto a Siena e Grosseto. Necessario correggere il tiro nell’interesse dei servizi ai cittadini”

Richiesto dall’assessore Lucia Tanti un incontro con Asl Toscana Sud Est

 

Ho scritto una lettera al direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Enrico Desideri, circa lo squilibrio del rapporto tra personale sanitario e abitanti nell’area aretina. Dalla elaborazione dei dati emerge che nell’area grossetana sono state fatte 46 assunzioni, in quella aretina 47, in quella senese 53. Ovviamente è stato fatto un rapporto tra pensionamenti e nuove assunzioni. Se poi viene svolta una valutazione tra numero di abitanti e residenti nelle singole province emerge che nell’area aretina c’è una unità di personale per ogni 92 abitanti circa, nell’area grossetana un’unità di personale per ogni 76 abitanti circa, nell’area senese un’unità di personale per ogni 53 abitanti circa. La media dell’Asl Toscana Sud Est è di una unità di personale ogni 73,8 abitanti circa, considerando che il totale dei dipendenti in sanità è di 11.350 al netto della somma tra gli 8800 dipendenti della Asl Toscana Sud Est più 2550 dipendenti delle Scotte di Siena. Questi dati mostrano una maggior debolezza della città di Arezzo e della zona aretina che sono certa debba essere risolta poiché il rapporto tra il comparto del personale sanitario e gli abitanti è il primo elemento di valutazione per misurare l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini e non ultimo il benessere del personale sanitario stesso. Mi aspetto, ma sono certa che sarà così, un piano concreto per permettere al nostro territorio di raggiungere almeno la media della Toscana del Sud. Per queste ragioni ho chiesto un incontro e un momento di confronto, sereno e collaborativo come sempre ho avuto, con Desideri, per valutare insieme i correttivi che si intendono attuare per risolvere questa situazione oggettivamente a discapito della realtà aretina. Ciò che è certo è che dinanzi a questi numeri si impongono una riflessione concreta e altrettanto concrete scelte da parte della Asl.

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