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Sbrodolamenti dialettici fuori dalle righe

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Sbrodolamenti dialettici fuori dalle righe

 

La nostra è senza dubbio una democrazia ancora molto immatura, almeno nei confronti dei nostri amici anglosassoni. Da poche ore abbiamo potuto ammirare tutti gli ex presidenti degli USA ancora in vita, insieme per una causa sociale.

Capaci di soprassedere a tutti gli scontri politici, alle diversità ideologiche, alle vicende che li avevano divisi; sono stati in grado di fornire al mondo una immagine di solidità politica, di unità nella bandiera e di senso dello stato tale, che con fatica ho nascoso a me stesso una certa invidia.

Ciò che a noi pare impossibile, a differenza degli States, è pensarci titolati una volta eletti, a poter rappresentare non solo il nostro partito, ma la generalità dei cittadini. Non solo coloro che ci hanno offerto il loro voto, ma tutto il popolo a prescindere dal pensiero o dall’orientamento. Se così non fosse, difficilmente si potrebbe spiegare il motivo per cui una importante carica istituzionale, politicamente molto pesante, dovrebbe lasciarsi andare ad uno sproloquio pubblico tanto inutile quanto volgarotto, verso l'ex Presidente del Consiglio dei ministri.  

Tanto piu’ quando si dovrebbe avere sufficiente contezza che (stando almeno alle ultime elezioni comunali) si sta indirettamente oltraggiando la maggioranza relativa degli elettori del comune che siamo stati chiamati ad amministrare e rappresentare. Diciamo pure che non è propriamente un capolavoro della comunicazione! Un conto infatti è fare il politico barricadero, un altro è rivestire una carica pubblica. 

Non è un tentativo di censura, simile a quello che certamente in modo bonario è stato rivolto a Renzi, casomai una questione di squisita inopportunità. 

Non metto in dubbio che chiunque prima di nominare il nome di Arezzo dovrebbe sciacquarsi la bocca, vergognarsi e stare zitto, qualche dubbio in piu’ casomai sul nome di Banca Etruria. Se infatti è vero che il governo a trazione renziana poco ha saputo fare per difendere il nome della banca, non hanno neppure scherzato Consob e Bankitalia, entrambe guidate da uomini nominati proprio dal partito della nostra assessora.

Anzi, per dirla tutta, il presidente della Consob (quella che ha permesso la vendita delle Subordinate ai risparmiatori piu’ sprovveduti) è stato pure vice ministro dell'Economia e delle Finanze nel quarto Governo Berlusconi.

Insomma prima di dare fiato alle trombe, bisognerebbe fermarsi a riflettere se ne val veramente la pena! 

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