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A Siena di scena l’arte di Ambrogio Lorenzetti (22 ottobre – 21 gennaio)

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A Siena di scena l’arte di Ambrogio Lorenzetti (22 ottobre – 21 gennaio)

 

Dal 22 ottobre a Siena nel complesso di santa Maria della Scala prende il via un’ampia esposizione dedicata alla figura e all’opera di Ambrogio Lorenzetti (Siena notizie dal 1319 al 1348) ritenuto, insieme al fratello maggiore Pietro (Siena, notizie dal 1305 al 1345) uno dei massimi esponenti  dell’arte trecentesca europea. Non si conosce bene la data di nascita (da alcuni fatta risalire al 1290, ma noi abbiamo preferito riportare le indicazioni relative agli anni della sua attività certa, che compaiono nel volume sulla Pinacoteca nazionale di Siena , realizzato alcuni anni fa dal Soprintendente  Piero Torriti (Genova, 1990); invece è certo l’anno della morte dell’artista, che risale al 1348, quando in tutta Europa si scatenò la terribile pestilenza che decimò letteralmente ed ovunque la popolazione, nota con il nome di peste nera.

Ambrogio fu l’autore di uno dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi, cioè le Allegorie del Buono  del Cattivo Governo   dei loro Effetti  in Città e in Campagna risalenti  al biennio 1338 - 1339 che invadono per oltre 35 metri lo spazio della Sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena e che per la complessità e l’ampiezza dei significati allegorici che sottendono hanno in pratica quasi messo in secondo piano il resto dell’opera dell’artista, pure assolutamente significativa. Nella mostra, quindi, non a caso viene dato largo spazio al complesso dell’attività del Lorenzetti; in particolare compaiono i lavori ad affresco realizzati nella sala capitolare e nel chiostro della chiesa di San Francesco, con quella che viene ritenuta non a torto la prima rappresentazione di una tempesta di grandine dell’intera storia della pittura. Si tratta in effetti del risultato dei lavori di restauro facenti parte del progetto “Dentro il restauro”, nato per valorizzare la figura di questo grande artista e che ha interessato anche la chiesa di Sant’Agostino dove Ambrogio operò affrescando le Storie di Santa Caterina. Insieme ad essi, vengono esposti altri importanti lavori che a suo tempo formarono un insieme anche in questo caso senza precedenti nell’arte occidentale, vale a dire le Pale dei Santi Patroni allestite nella Cattedrale e che vennero commisionate oltre  cha lui e a suo fratello Pietro, anche a Simone Martini e a Bartolomeo Bulgarini.

I lavori di Ambrogio Lorenzetti, oggi presenti nei più importanti musei del mondo, si svolsero nell’arco di tempo di una trentina d’anni in una parte limitata  della Toscana. Un particolare rilievo viene riconosciuto però dalla critica al soggiorno fiorentino, da far risalire proprio ai primissimi anni in cui sono state documentate le sue opere, dal momento che una Madonna col Bambino, a lui attribuita, ed oggi al Museo Civico di San Casciano Val di Pesa, presenta stilemi piuttosto diversi da quelli di Duccio di Boninsegna (Siena, 1255 – 1319) universalmente ritenuto il primo maestro della scuola senese, ed invece più prossimi alla scuola fiorentina, addirittura a Giotto di Bondone (Vespignano, 1267 c/a – Firenze, 1337); da ciò la considerazione che al contrario di suo fratello Pietro, di Simone Martini e altri. 

Info: 0577/534504 

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